L'influenza A e calcio: niente strette di mano

L'Olimpique Lione è la prima squadra di club a diramare istruzioni ai propri calciatori per ridurre il rischio di contrarre il virus sul campo da gioco: "Basta sputare, attenzione agli starnuti ed evitate le effusioni dopo un gol"

L'influenza A atterra sull'erba. E anche il pallone, adesso, è pronto a indossare la mascherina. La prima squadra europea di club a diramare una nota ufficiale ai suoi dipendenti sulle istruzioni a cui attenersi per ridurre al minimo il rischio di contagio è l'Olimpique Lione. Cari calciatori, prendete nota: «Niente sputi né strette di mano agli avversari. Il più grande pericolo sarebbe vedere il 50% della squadra a letto», afferma Emmanuel Orhant, medico sociale, che aggiunge: «E fate attenzione a quando si starnutisce».
Lo staff dell'Ol, avversaria diretta della Fiorentina martedì prossimo per la gara d'esordio nel girone E di Champion's League, non ha dubbi: «Meno ci sarà contatto meglio sarà» e non appena «un giocatore manifesterà dei sintomi, cercheremo di isolarlo al massimo». Altro che turnover, stavolta bisognerà chiamarla quarantena. Ma il Lione così facendo si limita a recepire appieno le indicazioni della Federcalcio francese (Fff), che ha già inviato a tutti i medici e i presidenti delle squadre di Ligue 1 e 2 una lettera con le istruzioni anti-influenza. «Se possiamo evitare ogni forma di "effusione" - sic! - dopo un gol è meglio», conferma il dottor Pierre Rochecongar, membro del consiglio federale, l'esperto che a luglio è stato incaricato dalla Federazione di creare un gruppo di lavoro che stabilisse quali misure adottare per evitare la pandemia sul rettangolo di gioco. Nel rapporto, tuttavia, non si danno istruzioni su come comportarsi in caso di marcature troppo... strette.
C'è poco da sorridere, la faccenda è serissima. In sostanza, d'ora in avanti ai giocatori è vietato prestarsi costumi, asciugamani, biancheria e comunque bere dalla stessa bottiglia. È invece raccomandato lavarsi spesso le mani, usare fazzoletti di carta, e naturalmente farsi vaccinare quando sarà possibile. I calciatori che si ammalano saranno isolati per un periodo di tempo da 4 a 7 giorni e i loro nomi dovranno essere inseriti in un elenco che ogni settimana verrà trasmesso alle autorità competenti. A queste il compito di decidere, eventualmente, la sospensione delle partite.
Effetto della psicosi o francesi sempre all'avanguardia? Ad ogni modo, il capitano viola Dario Dainelli è avvisato: alla prossima trasferta il gagliardetto è meglio posarlo per terra. E si ricordi di infilare i guanti, non si sa mai...