Per il Lingotto 6 mesi in ripresa

da Milano

Realizzi sulla Fiat nel giorno della semestrale e del via, da parte del consiglio di amministrazione, all’aumento di capitale da 3 miliardi al servizio del prestito convertendo garantito dalle banche e in scadenza il 20 settembre. A fine seduta, le azioni Fiat hanno registrato un calo dello 0,50% a 7,73 euro, mentre le altre aziende della galassia Agnelli, Ifil e Ifi, hanno ceduto, rispettivamente, il 3,06% a 3,70 euro e lo 0,02% a 13,19 euro. La conversione del prestito convertendo e la definizione dell’operazione Italenergia determineranno un rafforzamento della struttura patrimoniale del gruppo torinese per circa 4,8 miliardi. L’indebitamento netto delle attività industriali al 30 giugno, rettificato di tale effetto, sarebbe pari a 4,4 miliardi e il patrimonio netto consolidato ammonterebbe a circa 10 miliardi. In una nota, il Lingotto spiega anche che l’apertura in luglio di una nuova linea di credito a 3 anni da un miliardo attualmente non utilizzata, garantirà un’adeguata elasticità alla gestione finanziaria.
Quanto ai dati del conto economico, dopo il primo semestre la società si dice «cautamente ottimista sul futuro», anche se per Fiat Auto «il lavoro da fare è ancora molto». Nei settori diversi dall’Auto rimane «un significativo margine di miglioramento da sfruttare pienamente». La relazione, che riprende i dati forniti con il secondo trimestre, vede un risultato netto del gruppo e di terzi di 510 milioni, dal rosso di 638 milioni del 2004. Netto balzo anche del risultato operativo consolidato, che si attesta a 1,4 miliardi, da 125 milioni dello scorso anno. La secca riduzione della perdita dell’Auto, scesa a 225 milioni contro 425 milioni, e il quadro positivo di Cnh e Iveco spingono il risultato della gestione ordinaria da 205 a 407 milioni. I ricavi del gruppo si posizionano nel semestre a 22,8 miliardi (-1% rispetto a 23,03 miliardi).