«Lingotto, decisivi i tagli sui manager»

da Milano

L’impulso decisivo al cambiamento per il gruppo Fiat è stata la «chirurgia radicale» su una struttura manageriale eccessiva. Lo dice Sergio Marchionne, amministratore delegato del gruppo e responsabile di Fiat auto, in un’intervista a The Wall Street Journal Europe, aggiungendo che «se non avessimo prima fatto quello, non potremmo ora mettere a posto le cose». Al suo arrivo ai vertici del Lingotto nel giugno 2004, subito dopo la scomparsa di Umberto Agnelli, Marchionne ha trovato una società «con una sovrabbondanza di manager e una carenza di guida». Manager deboli giocavano «al gioco delle sedie», fallendo in un incarico e passando a un altro, senza mai lasciare. Marchionne ha assottigliato la struttura gerarchica del management, procedendo poi con rapidità a eliminare i meno produttivi. Inoltre nel corso dell’incontro avvenuto ieri tra azienda e sindacati è emerso che negli stabilimenti italiani sono in esubero 700 impiegati degli enti centrali di Mirafiori, oggi in cassa integrazione, per i quali l’azienda ritiene indispensabile che il governo conceda la mobilità lunga.