Lingotto entra in Chrysler: avrà il 20% Obama: "La Fiat era l'unica salvezza"

E' ufficiale: ricorso alla bancarotta pilotata per 60 giorni.
Tre fondi creditori si sono opposti a altre soluzioni. Fiat non avrà la maggioranza finché non saranno restituiti i 3,5 miliardi di dollari al governo: entrerà col 20%, poi un altro 15% in altre tre tranches. La Casa Bianca: "Salvati 30mila posti di lavoro". Marchionne: "Un momento storico". Berlusconi: "L'Italia può essere orgogliosa"

Washington - "Ostacoli superati, c'è l'accordo tra Fiat e Chrysler. Insieme per il successo". Prima l’annuncio del presidente degli Stati Uniti d’America poi la firma ufficiale dell’accordo tra Fiat e Chrysler. Superate le ultime difficoltà, compresa quella del negoziato con i creditori, Barack Obama ha dato il via alla fusione: "In uqesto modo salviamo 30mila posti di lavoro e molti altri nella filiera. E questa partnership sarà finanziata anche dal governo con 3-3,5 miliardi di dollari di aiuti. Ma ogni centesimo degli americani verrà restituito". Parole di speranza per il futuro di Chrysler: "Questa è una chance non solo per sopravvivere, ma per prosperare nel mercato globale dell'auto. Grazie alla tecnologia Fiat che ci consentirà di produrre auto pulite".

L'alleanza e la Newco L’alleanza strategica globale tra Fiat e Chrysler sarà fatta attraverso "la cessione accelerata di sostanzialmente tutti i beni di Chrysler a una Newco in base a determinate previsioni della legge fallimentare statunitense (Us Bankruptcy Code)". Le due case automobilistiche hanno fatto sapere che al momento del closing dell’operazione, la Newco assumerà la ragione sociale di Chrysler e diventerà proprietaria di sostanzialmente tutti i beni di Chrysler con l’esclusione di determinati debiti e altre passività. Al closing, aggiungono le due società, la Newco assegnerà a Fiat una quota equivalente al 20% del capitale e dei diritti di voto, al netto degli effetti diluitivi, e Fiat stipulerà gli accordi industriali con Chrysler. Parimenti, la Voluntary employee benefit association (Veba), al momento del closing, riceverà una partecipazione del 55%, al netto degli effetti diluitivi e questa partecipazione sarà amministrata dal Dipartimento del Tesoro statunitense. Il Tesoro Usa e il governo canadese possiederanno complessivamente il rimanente 10% del capitale, al netto degli effetti diluitivi. La nuova Chrysler beneficerà inoltre dei nuovi contratti collettivi di lavoro siglati di recente con Uaw e Caw e di un finanziamento da parte del Tesoro Usa di 6,5 miliardi di dollari. 

 Marchionne: "Un momento storico" "Credo che l’operazione appena conclusa rappresenti per la Fiat e per tutta l’industria italiana un momento storico. È un importante passo avanti nell’impegno di gettare nuove e solide basi per il futuro". Con queste parole l’amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, brinda all’accordo con Chrysler. L’accordo tra Fiat e Chrysler farà nascere "una nuova forte casa automobilistica" e "aiuterà a preservare, insieme ai posti di lavoro, un’industria manifatturiera di importanza cruciale per le economie statunitense e canadese". "L’operazione - osserva Marchionne - rappresenta una soluzione costruttiva importante ai problemi che da alcuni anni affliggono non soltanto Chrylser, ma l’intera industria automobilistica mondiale. L’alleanza permetterà di mettere insieme la tecnologia Fiat, che è tra le più innovative e avanzate al mondo, le sue piattaforme e i suoi propulsori per vetture piccole e medie nonchè la sua vasta rete di distribuzione in America Latina e in Europa con il grande patrimonio della Chrysler, che ha una forte presenza in Nord America e lavoratori pieni di talento e di impegno". "Da quando abbiamo iniziato le trattative con Chrysler quasi un anno fa - spiega l’amministratore delegato del Lingotto - il nostro obiettivo è sempre stato quello di valorizzare i punti forti di entrambe le aziende per ottenere i volumi, le efficienze e i risparmi necessari per creare due costruttori più forti, in grado di competere in modo più efficace a livello globale. Quest’operazione è un passo importante verso il raggiungimento di questo traguardo. Il nostro lavoro è appena iniziato. Insieme ai nostri nuovi partner della Chrysler lavoreremo per valorizzare l’enorme potenziale di quest’alleanza e per reintrodurre sul mercato nordamericano alcuni dei nostri marchi più famosi, inclusa l’Alfa Romeo e la Cinquecento, che ha vinto numerosi premi".

Berlusconi: "Italia orgogliosa" Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, "esprime grande soddisfazione per l'accordo raggiunto oggi tra Fiat e Chrysler, che rappresenta un'ulteriore testimonianza delle forti relazioni economiche e commerciali tra Italia e Stati Uniti ed è una dimostrazione tangibile dell'impegno comune dei due paesi nel fronteggiare l'attuale difficile congiuntura economica internazionale". E' quanto si legge in una nota di palazzo Chigi. "L'accordo - aggiunge Berlusconi - rappresenta anche una conferma delle capacità industriali e di innovazione tecnologica raggiunte dalla Fiat, di cui l'Italia può essere giustamente orgogliosa".