La lingua più studiata in Germania? Il latino

Berlino
Nel ’68, durante la rivolta studentesca, sulla facciata di un liceo berlinese apparve la scritta «Latinum in latrinam», che subito diventò uno dei tanti slogan della protesta giovanile in Germania. Uno slogan vincente perché con il ’68 incominciò il declino del latino nelle scuole tedesche. In gran parte dei Länder fu declassato da materia fondamentale a non obbligatoria per conseguire l’Abitur, equivalente della nostra licenza liceale. E anche negli istituti più legati alla tradizione scomparve l’abitudine, ereditata dalla Germania guglielmina, di scambiarsi in latino il saluto all’inizio della giornata scolastica. «Salvete, discipulae et discipuli», diceva l’insegnante. «Salve, magister», rispondevano gli allievi.
Sono passati quasi quattro decenni ed ecco che il latino si prende una clamorosa rivincita: aumentano gli studenti che si iscrivono ai corsi di latino e sempre più istituti includono il latino tra le materie obbligatorie. Dopo l’inglese e il francese è la lingua più studiata ma è al primo posto nella graduatoria delle lingue che hanno ottenuto il maggior incremento di studenti (654mila nel 2004, 740mila nel 2005). Una rivincita che non si limita alle aule scolastiche. In una popolare trasmissione televisiva, «Wer wird Millionär», (equivalente al nostro «Chi vuol essere milionario») vengono regolarmente inclusi quiz nell’idioma di Cicerone. Un editore si prepara a lanciare la traduzione in latino di Harry Potter che diventa Harrius Potter. E Radio Brema ha addirittura un programma mensile in latino.
A favorire il ritorno hanno contribuito una serie di indagini pedagogiche. Si è scoperto che negli istituti dove si è continuato ad insegnarlo, gli studenti hanno un livello notevolmente superiore.