L'intelligence tedesca in allerta per l'arrivo di Erdogan

I servizi segreti tedeschi lanciano l'allarme per l'arrivo del presidente turco al G-20 e temono violenti scontri fra sostenitori e oppositori, in particolare con i curdi residenti in Germania

I servizi segreti tedeschi temono che l’arrivo di Erdogan al G-20 di Amburgo possa essere accompagnato da atti di violenza e scontri tra sostenitori e detrattori del presidente turco. A lanciare l’allarme è stata la Welt am Sonntag, che ha avuto accesso diretto ai report ufficiali dell’intelligence federale. Secondo quanto riportato dalla stampa locale, il rischio sarebbe duplice: da un lato per le proteste degli oppositori di Erdogan in Germania, sia turchi sia tedeschi; dall’altro lato, per il possibile arrivo di migliaia di sostenitori del presidente da più parti del Paese, grazie alla forte presenza di turchi vicini all’AKP, il Partito per la Giustizia e lo Sviluppo, di cui è leader proprio il presidente Erdogan.

L’arrivo di Erdogan è considerato un evento ad altissimo rischio dalle forze di sicurezza tedesche. La sinistra tedesca, in particolare la parte legata a Linke e a tutta la costellazione di partiti di sinistra radicale, ha già da tempo bocciato l’idea che il presidente turco giungesse in territorio tedesco dopo quanto avvenuto durante e dopo il referendum costituzionale. A preoccupare l’intelligence di Berlino è soprattutto la possibilità che i movimenti radicali di sinistra si uniscano alle proteste dei curdi legati al PKK e residenti in Germania. La comunità curda, fortemente presente in tutto il territorio tedesco, considera oltraggioso l’arrivo di un presidente che ha da tempo attuato una ferrea politica di repressione delle istanze curde, e molti sostenitori del PKK hanno deciso di scendere in piazza.

Il problema è che, alle manifestazioni di protesta nei confronti di Recep Erdogan, si potrebbero accompagnare, di contro, manifestazioni a favore del presidente. I sostenitori dell’AKP sono moltissimi anche in Germania: prova ne è che il 61% dei residenti in Germania, chiamati alle urne per il referendum costituzionale voluto da Erdogan, votò a favore della riforma. Il rischio è che, come già avvenuto durante il periodo della campagna elettorale, quando i rappresentanti del governo turco e dell’AKP infuocavano le piazze dell’Europa centrosettentrionale, questa volta potrebbe essere lo stesso Erdogan ad attrarre migliaia di turchi per le strade.

Proprio per evitare questo rischio, da alcune settimane, come riportato dalla stampa locale, i governi federali e i municipi tedeschi stanno cercando di bloccare qualunque tipo di prenotazione di luoghi aperti al pubblico per adunate di sostenitori del presidente Erdogan. Il leader turco vorrebbe sfruttare la sua partecipazione al G-20 per abbracciare i suoi cittadini e sostenitori che vivono in Germania. Secondo il quotidiano di Düsseldorf, Handelsblatt, sono state respinte già due richieste. La prima richiesta, presentata per la prenotazione della Westfalenhalle di Dortmund per il 9 luglio, è stata respinta sfruttando la motivazione secondo la quale la struttura sarebbe già stata prenotata per quella data. E anche da parte della Koenig-Pilsner-Arena di Oberhausen c’è stato un netto rifiuto per una prenotazione simile a quella di Dortmund.

Il governo tedesco, in particolare il Ministero degli Esteri, ha affermato di non avere ricevuto alcuna richiesta in tal senso da parte dell’ambasciata turca a Berlino, e che dunque non vi sarebbe da parte dell’esecutivo alcuna bocciatura. Tuttavia, fonti accreditate, ritengono che sia evidente che da parte del governo centrale ci sia tutto l’interesse affinché il presidente Erdogan non possa organizzare un comizio che rappresenterebbe sia un rischio per la sicurezza pubblica sia uno smacco per la politica tedesca, che ha molti conti in sospeso con il governo di Ankara. In particolare, a pesare sulle relazioni bilaterali, dopo le accuse durante il periodo elettorale, ci sono alcune questioni particolarmente spinose e ancora irrisolte: il ritiro dei tedeschi dalla base turca di Incilrik ma soprattutto la detenzione del giornalista Deniz Yuecel, corrispondente di Die Welt. In tempi di campagna elettorale, Angela Merkel non può mostrare alcun tentennamento nei confronti di Erdogan.