L'Inter campione: Ibra mister scudetto Moratti: fieri, tutti tifavano contro di noi

Volata finita, l'Inter vince lo scudetto: Ibrahimovic scaccia i fantasmi e va in gol al 17' e al 33' del secondo tempo. La Roma non ce la fa: a Catania pareggia 1 a 1. <a href="/a.pic1?ID=262567" target="_blank"><strong>Scontri fra tifosi e polizia</strong></a> prima del match a Parma: 5 feriti, 2 sono poliziotti. Milano nerazzurra: festa e caroselli in centro, poi al Meazza. La gioia di Moratti. <a href="/a.pic1?ID=26256" target="_blank"><strong>La marcia-scudetto</strong></a>. Nell'anno del centenario <a href="/a.pic1?ID=262566" target="_blank"><strong>la vittoria più sofferta</strong></a>

Milano - L'Inter è campione d'Italia. La squadra di Roberto Mancini ce l'ha fatta nell'ultima giornata-scudetto in una domenica da brivido. Lo scudetto numero 16 dei nerazzurri porta la doppia firma dell'uomo simbolo della squadra: Ibrahimovic. L'attaccante svedese ha scacciato il fantasma della Roma con una doppietta nel secondo tempo. Prima è andato in gol al 17', poi ha fatto il bis al 33' chiudendo l'incontro.

Trionfo nerazzurro e festa grande a Milano Trionfo messo in discussione fino all'ultimo, ma conquistato serrando le fila, raccogliendo le ultime energie e l'orgoglio. Come chiedeva il presidente Massimo Moratti. Ora è festa. Dimenticato il primo tempo con il Parma, quello 0 a 0 che rievocava incubi nemmeno troppo lontani. Festa al Tardini, a Parma e festa a Milano dove impazzano i caroselli dei tifosi fra bandiere, clacson, sfottò ai cugini rossoneri. In migliia si sono radunati in piazza Duomo per festtegiare nonostante la pioggia e un gigantesco scudetto è stato issato dai tifosi nerazzurri sulla base della statua raffigurante Vittorio Emanuele nel centro di piazza Duomo a Milano. Non mancano gli striscioni e i cori di scherno rivolti ai cugini milanisti, rimasti fuori dalla Champions League. Oggetto degli sfottò, tra gli altri, in particolare, l'ex Ronaldo ('Ronaldo non sai cosa ti sei perso anche quest'anno') e, soprattutto, il giocatore rossonero Massimo Ambrosini, reo di aver 'offeso' i tifosi nerazzurri durante i festeggiamenti per la conquista, lo scorso anno, da parte del Milan della Champions League. E stasera alle 22 al Meazza si replica: campioni.

L'urlo di Mancini Per il "Mancio" tra vincere uno scudetto con cinque giornate di anticipo e metterselo sul petto all'ultima giornata, dopo averlo perso per oltre un'ora in cui si sono materializzati tutti i peggiori incubi nerazzurri, fa una bella differenza davvero. "E' per gli interisti, è solo per gli interisti", urla in mezzo al caos dopo il fischio finale di Rocchi, mentre faticosamente cerca di raggiungere gli spogliatoi. Poi si ricuce la bocca, perché è fatto così e, anche nel giorno della festa, non dimentica le critiche ricevute da tutte le parti sulla sua stagione . Anche se è stata vincente.... C'é ancora una partita da giocare e un trofeo da vincere a Roma contro la Roma, poi il suo futuro sarà più chiaro.

Moratti: tutta l'Italia tifava contro di noi... "Sono felicissimo, i ragazzi hanno stravinto un campionato difficilissimo". Il presidente Massimo Moratti, ai microfoni di Sky, ha commentato così il 16/o scudetto nerazzurro. "Nonostante tutta l'Italia ci abbia tifato contro... - ha proseguito - ma questo ci rende ancora più orgogliosi. La squadra è stata formidabile, Mancini gli ha dato la sicurezza per vincere. Cosa dirò alla squadra? Solo poche parole, ora è tutto sentimento". Presidente Moratti, Roberto Mancini resta? "Grazie, arrivederci". Sul futuro dell'allenatore nerazzurro ha preferito glissare il numero uno dell'Inter Massimo Moratti, interpellato da Sky subito dopo il termine della partita con il Parma che ha portato lo scudetto. A precisa domanda Moratti ha evitato di rispondere. Si è limitato a dire: "Vi saluto, grazie...'.

I complimenti di Berlusconi "Come milanese e amico della famiglia Moratti, esprimo al presidente Moratti, alla società, e a tutti i tifosi nerazzurri i miei più vivi e cordiali complimenti per la meritatissima vittoria dello scudetto". Lo afferma il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in una nota commentando la vittoria dello scudetto da parte dell'Inter.

Stankovic: siamo i più forti "Possono gufarci tutti e inventarsi qualsiasi cosa, ma siamo i più forti". E' incontenibile la gioia di Dejan Stankovic, dopo la conquista dello scudetto n.16 della sua Inter. "Faccio i complimenti alla Roma, che ha fatto un calcio spettacolo e ci hanno creduto fino alla fine - ha detto a Sky Stankovic - ma l'Inter non è un caso se da due anni é in testa alla classifica".

Bella Roma ma... Già, perché la Roma di Spalletti, la più bella squadra del campionato come gioco, a Catania era andata in vantaggio quasi subito con Vucinic all'8' del primo tempo. Ci speravano i giallorossi privi di capitan Totti. Poi è arrivata la doppia doccia fredda, nel secondo tempo: prima la notizia del raddoppio interista, poi il pareggio del Catania a sei minuti dalla fine. Ma la Roma esce a testa alta da questo campionato in cui ha lottato fino in fondo, credendoci, senza mai arrendersi. E ha reso più bello e vero il torneo.

Spalletti promuove i suoi, Zenga piange Lacrime di Walter Zenga per la salvezza "sudata e meritata", soddisfazione per Luciano Spalletti che valuta molto positivamente la stagione dei suoi ai quali alza il voto "da 9 a 9,5". Il dopo gara di Catania-Roma è tempo di bilanci ma per il tecnico dei giallorossi "non di rimpianti". "Abbiamo fatto il record di vittorie per la Roma - dice Spalletti - e siamo arrivati secondi per il terzo anno consecutivo, visto la potenza economica di quella che è arrivata prima mi sembra un ottimo risultato". Per questo sostiene di "non aver alcun rammarico perché l'Inter ha dimostrato di essere più brava a portare i risultati a casa. Lo scudetto - osserva - se lo ha vinto vuol dire che lo merita". Felice nel dopo gara è invece Walter Zenga ma, ci tiene a ribadirlo, "non per lo scudetto dell'Inter ma per la salvezza del Catania". "Sono felice - aggiunge - per questa città che mi ha dato e insegnato tanto, dove c'é tanta gente che sa cosa significa soffrire fino in fondo e noi da loro dobbiamo imparare a combattere sempre". Il suo presidente, Antonino Pulvirenti, lo elogia: "Faccio i complimenti a Zenga per come ha gestito la settimana trascorsa, perché non era facile, ho visto che ha lavorato molto bene, soprattutto a livello mentale, e i risultati si sono visti. Su di lui avevo detto che il rapporto sarebbe continuato in caso di permanenza in Serie A del Catania e la salvezza è arrivata e quindi resta".