L'Inter finisce battuta pure da Carramba

Figuraccia interista. Anche la tv boccia la Champions nerazzurra, ma Moratti loda Mourinho. E Drogba scalpita per trsferirsi a Milano

Carramba che botta. Anche lo show della Raffaella Pelloni, in arte Carrà, ha sbattuto l’Inter in seconda fila, quasi un milione di telespettatori in più, tutti italiani che hanno creduto ciecamente alle profezie di Mourinho: siamo demotivati, temo la brutta figura. Già ce n’erano pochi a San Siro dove quelli del Panathinaikos sembravano di casa e alla fine hanno anche tirato fuori uno striscione da manicomio: Nerone ha incendiato Roma, noi incendieremo Milano. Come ha fatto a passare resta un mistero. Ma qualcuno ha ricordato come in effetti quelli del Panathinaikos, squadra della borghesia ateniese, siano riconosciuti come frangia abbastanza morbida del tifo greco, quelli dell’Olimpiacos invece, più massicci, si portano le pietre in tasca e non fanno sconti. Raccontato da un testimone che al Pireo l’ha scampata bella.

Ma non c’è astio nel commentare la partita di mercoledì sera, o almeno non ai livelli degli scommettitori tutti infuriati con Mou e i suoi ragazzi. Il day after lascia uno strascico di veleni non solo tra chi ha affidato a José le speranze di un cammino trionfale in Europa, ma anche tra il 44 per cento degli scommettitori che ha scelto l’Inter come base delle proprie multiple, con un 2-0 pronosticatissimo. Da Matchpoint hanno fatto sapere che solo l’1 per cento ha puntato sulla sconfitta dell’Inter che ha rovinato non solo le singole scommesse ma anche i sistemi con le partite di coppa Uefa. Male, male, male, ha commentato Mourinho. Male in campo, male in Europa e male fidarsi dell’Inter che ora vede pagata a 7 una eventuale vittoria della Champions.

Per il resto tutto bene. Il presidente si è detto soddisfatto dell’autocritica di Mourinho, la figura è stata pessima e la lezione salutare. José si è ripetuto: «Senza motivazioni siamo una squadra normale». Ha detto che vuole andare a Brema per vincere e ci crede perché questa Inter senza pressioni è zero, ma quando è davanti a veri traguardi si esalta, dando così un’involontaria spiegazione della presenza di Figo in campo dal primo minuto: perdere con i greci per trovarsi senza alternative davanti ai tedeschi e batterli, eventualità che a noi italiani dà sempre un certo gusto.

D’altronde nonostante la sconfitta, Mou tira sempre. Ieri sull’ormai celeberrimo Sun troneggiava un primo piano di Didier Drogba in versione gelo sulla panchina del Chelsea impegnato a Bordeaux. Squalificato in Premier per aver rilanciato sugli spalti una monetina, l’ivoriano sperava almeno di trovare spazio in Champions, invece la notizia del suo incontro con Branca e il procuratore di Mourinho ha fatto imbestialire Scolari: «Sto passando i peggiori sei mesi della mia carriera - ha detto Drogba in una lunga intervista a Sky -. Sono spento ma so come uscire da queste situazioni». E quando gli hanno chiesto se si riferisse a Mourinho, Didier ha lasciato partire un sorrisone.

Moratti ha detto che chiederà a Branca cosa sia andato a fare a Londra. Magari avrà anche chiesto al dottor Combi cos’abbia in realtà Patrick Viera. I francesi si sono addirittura stancati di leggere notizie sugli infortuni del loro capitano, non trapela niente, mistero fitto, chissà cosa gli succede veramente quando vede Domenech, ci sarà un fluido o una maledizione. Lui parla poco, ha un amico avvocato che gli segue i contratti e pare stia pensando seriamente a lasciare se trova chi gli garantisca almeno un triennale. Comunque non è vero che nel girone di Champions arrivare primi o secondi è la stessa cosa perché non si sa chi si pesca il 19 nell’urna di Nyon. Se hai vinto il girone vuol dire che sei stato il più bravo.