L'Inter frena, ma la Roma cade nel derby

<strong><a href="/a.pic1?ID=249429" target="_blank">Nerazzurri raggiunti da Borriello nel finale</a></strong>. I giallorossi non ne approfittano in una sfida incredibile. La Lazio sotto di un gol, va in vantaggio, poi, raggiunta, passa al novantesimo. <strong><a href="/a.pic1?ID=249338" target="_blank">Milan battuto anche dalla Samp</a></strong>

Roma - Un derby della capitale mai visto, con orario «alla spagnola», che regala spettacolo, gioco a viso aperto e soprattutto gol, come peraltro era accaduto all’andata. E come l’andata finisce 3-2, ma per la Lazio, risultato inatteso – guardando l’enorme differenza di classifica –, ma giustificabile, per l’emotività della sfida. Il gol di Behrami in pieno recupero assegna un successo meritato ai biancocelesti, bravi a giocare a lungo meglio dei giallorossi e a rimontare uno svantaggio fortunoso quanto immeritato. La Roma (colpa della tensione che sembra colpire soprattutto i suoi calciatori indigeni) non offre il suo consueto repertorio e non approfitta del mezzo passo falso interista a Genova. Ora è a -7 e la corsa scudetto sempre un po’ meno aperta. Lo spettacolo in piena notte inizia con la prevista celebrazione di Gabriele Sandri: Totti e Rocchi portano dei fiori in curva Nord dove è esposta da novembre la gigantografia di Gabbo, il papà insieme a Paparelli junior (figlio della vittima di un folle derby di trent’anni fa).

Delio Rossi disegna una Lazio inedita. La squadra ha il baricentro avanzato, grazie al tridente puro in attacco, con Pandev che affianca Bianchi e Rocchi, ma anche gente più propensa a offendere come il Behrami schierato a sinistra nella metà campo laziale. Kolarov sostituisce Radu che non recupera dalla contrattura alla coscia destra, mentre il settore nevralgico si affida ai polmoni di Ledesma e Dabo. Spalletti lascia fuori Mancini (che entrerà nel finale) a favore di un Vucinic in gran forma dopo la mezz’ora stellare con il Milan. Aquilani vince il ballottaggio con Pizarro a centrocampo mentre in difesa la rinuncia di Tonetto porta all’impiego come esterni di Cassetti (ma a destra) e Cicinho.

L’inizio del match è alla rovescia: è la squadra con 27 punti in meno in classifica a fare la partita. De Rossi e Aquilani sono bloccati dalla vivacità di Pandev che si muove fra le linee e diventa immarcabile. Il ritmo del match è apprezzabile, ma la prima emozione arriva quasi per caso: una punizione di Kolarov al 7’ è più un cross in area che un tiro, ma Doni che sbaglia completamente l’uscita si salva con un tuffo all’indietro che manda il pallone sulla traversa. L’occasione mancata galvanizza ancora di più la Lazio, che resta padrona del campo. Dopo un colpo di testa di Perrotta che sfiora l’incrocio ma non sembra impensierire Ballotta, dalla prima azione in velocità della Roma nasce casualmente il gol del vantaggio: ottima combinazione Vucinic-Perrotta, Behrami spazza via dall’area ma trova la spalla di Taddei che nel tentativo di scansarsi colpisce il pallone. E così Ballotta finisce ko con la più strana delle carambole.

La squadra di Delio Rossi ricomincia a tessere la tela che porterà al meritato pareggio di Pandev, che nasce da un ottimo servizio di Rocchi per Kolarov che fornisce al macedone l’assist per il suo primo gol personale in un derby. Tutti al riposo con la radio che annuncia l’1-1 dell’Inter e con un po’ di nervosismo di De Silvestri, che «battibecca» in area con Totti.

La ripresa si annuncia animata e in effetti dopo un’occasione di Perrotta e l’ennesima punizione di Kolarov, arriva il botta e risposta in 4 minuti: rigore forse generoso concesso da Morganti per fallo di Juan su Bianchi (i due sembrano spintonarsi a vicenda) e trasformazione centrale di Rocchi; dall’altra parte Totti approfitta delle ottime doti di incursore di Perrotta che fulmina Ballotta. Le emozioni sembrano finire qui, ma nel recupero Behrami raccoglie un cross di Mauri e supera Doni. Corsa dello svizzero e Delio Rossi sotto la Nord, abbracci al fischio di Morganti e la notte romana si colora di biancoceleste.