L'Inter ha un'idea: Henry

Per dimenticare la beffa Suazo, i campioni d'Italia tentano il blitz per il bomber dei Gunners. Branca a Londra per convincere l’Arsenal. Il nodo è lo stipendio del francese: il Barça gli offre 9 milioni. Adriano in vendita

Milano - Della famosa guerra, non c’è quasi più traccia. Riuniti a Roma dal consiglio federale, Moratti e Galliani, riprendono i rapporti diplomatici come se non ci fosse mai stato il caso Suazo. Il dirigente berlusconiano ripete: «Con Moratti non c’è niente da chiarire, non volevo fare alcun dispetto». Il presidente interista non parla più della famosa firma (lunedì si presenta a Milano l’inviato dell’ufficio inchieste per avere notizia della vicenda) e anzi trova lo spunto per sdrammatizzare il duello rusticano con i milanisti: «Se ci lasciano un po’ di speranza... vediamo quello che succederà». Aspettano tutti Giovanni Branchini, il procuratore di ritorno dal Giappone e pronto, oggi, ad affrontare il nodo. In agenda sono previsti i due incontri, con l’Inter prima e poi con il Milan, o viceversa, poco conta: di sicuro alla presenza del Cagliari che ha un interesse vitale. Non può firmare un altro contratto di cessione: e allora o Suazo accetta il Milan o altrimenti è costretto a tenerselo per un altro anno. Chiarita anche la questione relativa alla clausola rescissoria. Nel regolamento italiano non è contemplata, è contenuta in un accordo privato tra le parti (cessione a 14 milioni di euro) ma è valida solo per l’estero. Le previsioni si sprecano: alcuni operatori interisti sono convinti di riuscire a recuperare la trattativa, altri invece sono disposti a giurare sul fatto che Suazo finirà con l’accettare la proposta milanista.

Abbiati in Spagna Oggi si sciolgie il nodo. E nel caso di Suazo milanista, il mercato del club campione d’Europa è da considerare chiuso a tutti gli effetti, per gli arrivi, naturalmente. Non per le partenze. Ieri sono state definite un paio di cessioni: il portiere Cristian Abbiati è stato ceduto all’Atletico Madrid, il centrocampista Donati è andato al Celtic di Glasgow, contratto di quattro anni. Spiegazione molto elementare: con lo stesso lordo italiano, in Spagna un calciatore guadagna il 25% in più. Ed è questo il motivo per il quale Henry, attaccante dell’Arsenal, si ritrova in queste ore al centro di una contesa tra Barcellona e Inter. Moratti ha spedito Branca a Londra per presentare un’offerta precisa all’Arsenal: 14 milioni più Adriano, che ormai è considerato in partenza. Il nodo è rappresentato dal contratto economico da riservare al francese. Il Barcellona con lo stesso lordo versato dall’Inter per dargli 6 milioni netti, versa sul conto del bomber francese 9 milioni di euro. Una bella differenza come si capisce. L’alternativa eventuale a Henry è Tevez, considerato l’astro nascente del calcio sudamericano, anche se a Mancini piacerebbe il giovane Giuseppe Rossi.

Quagliarella a Udine A poche ore dall’apertura ufficiale delle buste, è diventato un risultato scontato. L’Udinese si è aggiudicata la comproprietà di Quagliarella che dovrà traslocare da Genova doriana a Udine. «E non lo cederemo, giocherà con noi» le garanzie provenienti dal Friuli. Mentre dalla Samp, Marotta spiega: «Abbiamo offerto la cifra massima a disposizione». E cioè 6,5 milioni di euro. L’Udinese è salita a 7,3 milioni utilizzando, nell’affare, la disponibilità economica incassata con la cessione di Iaquinta alla Juventus. «Reinvestiremo la cifra ricavata sul mercato» l’impegno preso da Marotta con i tifosi. Caracciolo uno degli obiettivi.

Esposito alla Roma La Roma sta per definire il piano di potenziamento tecnico del prossimo torneo. Preso Juan (per rimpiazzare Chivu che diventerà interista lunedì 2 luglio) dal Bayer Leverkusen a 6,3 milioni, in attacco c’è la conferma di Vucinic, acquistato a titolo definitivo dal Lecce per un corrispettivo di 7,5 milioni di euro (pagamento in due rate). In aggiunta può arrivare anche Esposito dal Cagliari, reduce da un rovinoso infortunio e deciso a recuperare il terreno perso (tra cui anche il posto in Nazionale ai tempi di Lippi ct). «Se ne può parlare» la conferma del ds isolano Salerno. Si tratterebbe del prestito, niente di impegnativo sul piano economico: sarebbe per Spalletti un’alternativa concreta a Mancini e Taddei, le ali.

Atalanta-Doni: rottura È rottura tra Ruggeri, presidente dell’Atalanta, e Cristian Doni. Ha spiegato il presidente: «Mi ha chiesto l’aumento, gliel’ho concesso, adesso vuole un altro aumento. E io dico stop. Lui provoca per farsi cedere ma io non mollo. Resta fino alla scadenza del contratto». Speriamo che sia di parola. Una lezione, ogni tanto, è indispensabile per mettere in riga i calciatori che si allargano troppo.