L'Inter è soltanto Ibra Milan: Inzaghi fa 300

Ai nerazzurri basta la prima (contestata) occasione per passare. La Fiorentina spreca, raddoppio nel recupero. Mourinho espulso. <strong><a href="/a.pic1?ID=336682" target="_blank">A Siena goleada rossonera grazie anche all'altra doppietta, quella di Pato</a></strong>. Ma Abbiati va ko

Milano - Non è che in Italia è un'altra Inter, è che in Italia si vede un calcio mediocre e vincere un campionato mediocre resta un merito. L'Inter lo sta dominando, gioca come nei gironi di Champions, come l'ottavo di Old Trafford ma basta e avanza. La Fiorentina è qualcosa che potrebbe irritarla, fa la sua onesta partita, poteva farne tre, ne prende due e non ha niente da recriminare. Josè e i suoi restano lassù, per ora irraggiungibili, una giornata in meno, un altro mattone sul quarto scudetto consecutivo.

E con José espulso nel finale, seconda volta dopo la gara con la Sampdoria, scattato dalla panca dopo un fallo sul giovane Santon, una sua creatura. Per lui sono giorni speciali, tutti contro José e allora lui si affida ai suoi legionari, dentro quelli che sono usciti a Old Trafford, più Chivu che recupera. Come apre bocca adesso lo fulminano, anche Cristiano Ronaldo, José lo aveva definito maleducato e bugiardo dopo un Chelsea-Manchester, roba vecchia che il Pallone d'Oro tira fuori nel momento sbagliato, oppure è l'ennesima dimostrazione che il carro dei vincitori è sempre zeppo, e Mourinho adesso non è su quel carro. Poi ci sarebbe anche la Fiorentina che fa di tutto per innervosirlo, si veste di rosso come lo United, gioca a viso aperto e se non passa subito il merito è solo di Julio Cesar che fa un paio di miracoli su Mutu e Gilardino. Partita non entusiasmante, ritmo lento, l'Inter paga l'Inghilterra, la Fiorentina non forza, dopo un attimo Chivu scivola e lascia un contropiede a Gilardino, Mutu solo, resterà l'occasione più nitida della partita. Più o meno allo stesso minuto Vidic a Manchester aveva messo sotto l'Inter.

Non è un'Inter guarita, José ha presentato i suoi due centrali preferiti ma gli sono durati poco, Chivu un tempo e poi il dolore alla coscia destra è tornato fuori. Il romeno aveva iniziato con molta cautela, resta nello spogliatoio con la borsa del ghiaccio e pur di non ripresentare Rivas, Josè sacrifica nuovamente Cambiasso schierandolo centrale accanto a Samuel. Purtroppo il cambio prevede l'ingresso di Figo e qui Mourinho dovrebbe dare spiegazioni perché l'Inter che già soffriva entra in paralisi, perde peso in mezzo, rispolvera la malinconica prestazione di Ibra solo contro tutti e non riesce più a rendersi pericolosa.

Cosa vuol fare capire José Mourinho con la sua ostinazione nel proporre Figo? Perché costringe i suoi all'inferiorità numerica?
E su tutto questo pesa ormai in modo assolutamente vergognoso il livore che ormai circonda questa squadra, che ama sentirsi accerchiata e invisa dal resto del mondo come se fosse una sua missione calarsi nei panni dell'offesa. Balotelli apostrofato indegnamente dalla curva viola durissima anche con Ibrahimovic, non sembrava proprio che la partita si giocasse a Milano.

Eppure Ibra aveva portato la capolista in vantaggio dopo poco più di un quarto d'ora, grazie anche a un rimpallo favorevole su uscita sbagliata di Frey conseguente a una punizione battuta da Balotelli. Ma il gol - contestato per una gamba tesa dello svedese - non è bastato a calmarla, ancora una volta sono servite le manone di Julio Cesar e nell'occasione l'imprecisione sotto rete di Mutu. Occasioni poche, Stankovic ne ha sprecata una al termine di una lunghissima azione simile a un torello di Appiano, il suo sinistro in diagonale e schiacciato, si è perso sul fondo di quel tanto che basta per non dare respiro. La Fiorentina non ha mai smesso di macinare, non ha la qualità del Manchester altrimenti sarebbero stati nuovi dolori. Ma il coro ha tenuto, Cambiasso ha iniziato a metterla di precisione in tribuna, dietro Samuel non si è fatto pregare nel lisciare un paio di caviglie e quindi anche l'ingresso increscioso di Figo è stato ammortizzato. Così alla fine resta un gol sfiorato da Santon (che prima aveva fatto un fallo a centrocampo sfiorando il cartellino rosso) e la punizione bomba di Ibra nel recupero.