L'Inter vince di rigore, Roma ko Pato entra e segna, Firenze piange

Un rigore discusso lancia i nerazzurri, poi l’espulsione di Vieira complica le cose. E l’Empoli recrimina.<strong><a href="/a.pic1?ID=238845" target="_blank"> Giallorossi sconfitti a Siena 3-0</a></strong>. Sfida-Champions: <strong><a href="/a.pic1?ID=238850" target="_blank">rossoneri di misura con il giovane brasiliano.</a></strong> <strong><a href="/a.pic1?ID=238852" target="_blank">La Juve pareggia con il Cagliari</a></strong>

Milano - Arbitro a parte, l’Inter raccoglie nonostante gli attaccanti in affanno: tirano tanto, ma poca lucidità. Cruz e Ibra hanno già segnato più di ogni altra stagione e hanno diritto alla stanchezza fisica. Comincia a sentirsi l’assenza di Crespo. Suazo poche volte così male. Difesa straordinaria nei riflessi di Julio Cesar, molto meno in quelli di Materazzi che ha commesso errori in fase di chiusura. Si è rivisto Vieira a centrocampo, alla prima partita dall’inizio. Negativa su tutto il fronte: calcistico e disciplinare. Comunque troppi nervi tesi (non solo Vieira). L’Inter ha giochicchiato, pur in dieci.

Per la seconda domenica non riesce a segnare, se non su rigore. Il centrocampo si è battuto, ma ha sofferto l’inferiorità numerica. L’Empoli ha giocato bene, ma sbagliato troppo. Pozzi è stato uomo con il pungiglione pronto ma spuntato. Saudati ha dimostrato le qualità dell’uomo d’attacco.

Il rigore ha esaltato la qualità di Julio Cesar, ma sarà un eterno rimorso: calciato debole e male.
INTER
8,5 JULIO CESAR. Quel rigore vale un gol vittoria. E prima ha fatto di tutto per spegnere le micce. Omaggio a chi ha votato Peruzzi come miglior portiere della stagione scorsa.
6,5 ZANETTI. Ancora di salvataggio in ogni mare mosso.
6 BURDISSO. Centrato e reattivo nei momenti difficili.
5,5 MATERAZZI. Nervi tesi e poca lucidità. Sbaglia interventi che potrebbero decidere. E infatti induce l’arbitro alla tentazione.
6 CHIVU. Gioca terzino eppoi a centrocampo: se la cava, gli manca un po’ di brillantezza. Troppo comprimario.
4 VIEIRA. Sarà bravo (meglio se lo dimostra), ma la testa dove l’ha? Impazzisce per un’ammonizione ingiusta e mette l’Inter nei guai.
6 CAMBIASSO. Si dedica a tutte le faticacce possibili: sgomita, corre, va a rubar palloni. Non brillantissimo nel cambiar faccia all’azione, ma comprensibile.
6,5 STANKOVIC. L’uomo più pericoloso dell’Inter, il più guizzante, rovinato dai suoi muscoli. Dal 4’ st RIVAS 6,5. Ogni partita sale di un gradino. Ieri ha fatto vedere anche lanci da piede morbido.
5 JIMENEZ. Promette tanto, mantiene poco. Pasticcione quando invece dovrebbe essere killer. Troppe imperfezioni. Dal 1’ st MAXWELL 6. Con levità fa sentire il suo peso dal centrocampo in su.
5,5 CRUZ. Il fisico comincia a mollare: la mira è meno centrata. Segnali di stanchezza: gioca tanto e con la squadra in dieci. Non è solo questione d’età. Dal 10’ st SUAZO 4,5. Tira male, gioca peggio. Non capisce nemmeno i movimenti. Ibra si danna e lui lo guarda. E non ha l’alibi della stanchezza.
6,5 IBRAHIMOVIC. Tenta di tutto e di più. Leone ingabbiato che non rinuncia mai al ruggito.
All. MANCINI 6,5. Sfrutta tutto e si arrangia quando serve. Ma ricomincia a perdere pezzi in vista Champions.
EMPOLI
6 BASSI. Graziato dagli attaccanti interisti.
6,5 RAGGI. Dovunque lo metti rende. Garantisce qualità, quantità, quasi mai spreca.
6 MARZORATTI. Concentrato e attento. Dal 13’ st ABATE 6. Regala velocità sulla fascia.
6 PICCOLO. Limita i danni.

5 ANTONINI. Ogni tanto scompare.

6,5 BUSCÈ. Grande ritmo, tante giocate. Anche pericolose.
6,5 BUDEL. Centro motore della squadra.
5,5 MORO. Elegante, ma un po’ di carta velina. Dal 10’ st SAUDATI 5. Pericoloso, però il rigore calciato male è un peso sullo stomaco e sulla credibilità. È il secondo che sbaglia.
6 MARIANINI. Grande lottatore.

6,5 VANNUCCHI. Mostra il calcio migliore, ispirazioni comprese. Dal 38’ st GIACOMAZZI sv.
6 POZZI. Cerca il gol, lascia solo qualche brivido.
All. MALESANI 6. La squadra gioca bene: conclude poco.
Arbitro TAGLIAVENTO 2. Dopo il rigore fasullo cerca di rimediare e combina guai. Rifila otto ammonizioni, e non assegna l’unica incontrovertibile (mani di Pozzi).
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