L'intervento/Dopo tre anni il Pdl ha capito chi è Gianfry

Se le scorse estati l’attenzione degli italiani sotto gli ombrelloni era
catalizzata dai giornali di gossip che mostravano in prima pagina tette
e culi rifatti, e raccontavano le storielle e i tradimenti di veline e
calciatori, quest’anno l’argomento preferito sulla battigia vedeva come
protagonista il presidente Fini e la sua famiglia

di Francesco Storace*

Se le scorse estati l’attenzione degli italiani sotto gli ombrelloni era catalizzata dai giornali di gossip che mostravano in prima pagina tette e culi rifatti, e raccontavano le storielle e i tradimenti di veline e calciatori, quest’anno l’argomento preferito sulla battigia vedeva come protagonista il presidente Fini e la sua famiglia.
Una (brutta) storia che è rimbalzata su tutti gli organi di stampa: dalle agenzie ai quotidiani, dai siti online ai settimanali patinati.
Protagonista assoluto l’onorevole Fini, coprotagonisti l’appartamento a Montecarlo della fu contessa Colleoni, lasciato in eredità ad An e incredibilmente rimbalzato da una società off-shore all’altra per poi finire addirittura nella disponibilità del quasi cognato Giancarlo Tulliani. Protagonisti minori: compagni ed ex compagni di partito che per un verso o per un altro, si sono sentiti defraudati per una (almeno apparente) condotta poco limpida. Testimoni: giornalisti e l’Italia intera.
La storia non è proprio andata giù a nessuno. Se la terza carica dello Stato si è sentita attaccata politicamente dai giornali della famiglia del premier (lo sono anche Corriere, Repubblica e Fatto Quotidiano?), gli italiani e molti politici cresciuti nel Msi prima, An poi e Pdl oggi si sono sentiti presi per il naso da chi si era eretto a paladino della legalità, da chi chiedeva le dimissioni a spada tratta di colleghi politici «avvisati» dalla magistratura e ancora senza una sentenza di giudizio.
Non sono riuscito ancora a digerire le dichiarazioni deflagranti di Granata e le proposte oscene di Bocchino che si sono divertiti a fare sulle agenzie o nelle interviste dei giornalisti che chiedevano lumi sulla ripresa dei lavori parlamentari.
Adesso basta. C’è tempo fino alla chiusura dell’ultimo ombrellone sulla spiaggia di Ansedonia e poi la politica deve riprendere nelle sedi competenti. Chi ha sbagliato, chi ha preso in giro gli italiani, se proprio non riesce a scostare il sedere dalla poltrona, abbia almeno il coraggio di chiedere scusa. Sbagliare è umano. Poi si vedrà.
Crisi di governo? Rimpasto? Avanti tutta? Vedremo... Intanto noi che non siamo presenti nei due rami del Parlamento ma che siamo una realtà che in tre anni ha messo radici nel territorio ci raduneremo in Toscana, a Ponte Buggianese, in provincia di Pistoia. Sarà il primo nostro vero appuntamento in cui faremo emergere con chiarezza il messaggio della Destra leale che sa parlare all’Italia, che rivendica il primato della coerenza e che ha le proprie cose da dire alla politica, a tutta la politica, compreso quel Pdl che ci ha messo tre anni per scoprire chi è Gianfranco Fini. Noi lo denunciammo nel 2007.
*Segretario della Destra