Linus, da dj a gallerista: «Ho sempre sognato l’arte»

L'arte incontra la musica e lo fa attraverso Linus, famoso dj e noto conduttore radiofonico che, circa un anno e mezzo fa, ha deciso con alcuni soci di aprire una galleria d'arte a Milano. Lo spazio espositivo, che si chiama «Little Italy Art Gallery», è collocato strategicamente nella zona modaiola di via Tortona e propone fino a Natale una personale di Roberta Savelli. In mostra una serie di dipinti e di bozzetti realizzati recentemente che rappresentano il tema della fanciullezza da sempre soggetto privilegiato nella ricerca dell'artista. La mostra, che si concluderà il 23 dicembre, sposa un progetto benefico di grande valore. Tutte le opere esposte, infatti, sono state riprodotte in un calendario realizzato dall'artista in edizione limitata, che è stato venduto nel corso della serata d'inaugurazione. Il ricavato di tale vendita è stato devoluto in beneficenza all'associazione ADISCO (Associazione Donatrici Italiane Sangue Cordone Ombelicale). La mostra è curata da Valentina Tosoni, che affianca Linus nella conduzione del programma radiofonico «Deejay Valentina Tosoni, che affianca Linus nella conduzione del programma radiofonico «Deejay chiama Italia» ed è socia del dj nella gestione della galleria.
Da dj a... gallerista. Come è nata quest’idea?
«Il progetto Little Italy Art Gallery trae origine dall'intraprendenza di Valentina Tosoni, mia amica e collaboratrice da tempo, che ha sempre avuto il desiderio di aprire una galleria, di gestire uno spazio legato all'arte. Il mio è un ruolo quasi da mecenate e lo dico con una punta di ironia».
Al di là del chiaro omaggio a New York, il nome della galleria esprime un intento programmatico?
«In realtà, il nome Little Italy Art Gallery è nato con l'intento ironico di dare una dimensione internazionale ad una piccola galleria italiana. Non c'è nessuna intenzione di puntare l'obiettivo su una realtà specifica né alcuna volontà di esporre solo artisti italiani. Basti pensare che abbiamo inaugurato un anno e mezzo fa con una collettiva di artisti rumeni».
L’interesse per l’arte contemporanea c’è sempre stato o è una scoperta recente?
«Premetto che ho cominciato a fare il dj per caso e questo è diventato il lavoro della mia vita. Ma da ragazzino sognavo di fare l'artista e di vivere disegnando. È qualcosa che è rimasto sempre dentro di me. Poi è arrivata Valentina con il suo progetto di galleria. La vita è imprevedibile non sai mai dove ti porta».
Le due esperienze avranno qualche punto di incontro?
«Sono avventure differenti. Ho bisogno di fare cose nuove che esulino dal mio lavoro. È successo così anche con la corsa che giorno dopo giorno è diventata una grande passione e non un semplice sport. Speriamo sia così anche con la galleria».