Lioce indagata per le minacce a Bagnasco ma a Genova frenano

Nessun riscontro su Genova è stato trovato sinora dopo il sequestro della busta nella cella della brigatista Desdemona Nadia Lioce. Busta nella quale appariva una frase, sbianchettata, relativa a monsignor Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova. Lo si è appreso in ambienti investigativi genovesi. L’avviso di garanzia inviato circa due mesi fa alla detenuta sarebbe stato necessario per compiere una serie di accertamenti scientifici sulla busta, tuttora non conclusi. Sinora non sarebbe stato trovato alcun collegamento con le due missive di minaccia, accompagnate da un bossolo e da tre proiettili inesplosi, recapitati in Curia a Genova. La polizia continua infatti a ritenere che i mittenti delle lettere minatorie siano mitomani non collegati a gruppi eversivi. Intanto altre scritte ingiuriose nei confronti dell’alto prelato sono apparse sui muri di una chiesa di Sestri Ponente. «Bagnasco vergogna» è infatti la scritta che compare sul muro della chiesa N.S. Assunta in piazza Baracca, nel quartiere di Sestri Ponente. La piazza è stato teatro, venerdì scorso, delle contestazioni a Berlusconi. È lo stesso luogo scelto dal riconfermato presidente della Provincia, Repetto, per festeggiare la vittoria elettorale. Vicino alla scritta, tracciata con uno spray nero, anche una sorta di «Q».