Il Lione accusa la Roma «Insultati come Zidane»

da Roma

Il dopo Roma-Lione è all’insegna delle polemiche e dei messaggi in codice che piovono dalla Francia. Gara tesa e spigolosa, spruzzate di nervosismo e una valanga di falli, ordinati dal «fiscale» Riley e trasformati in undici cartellini gialli, otto dei quali rifilati ai padroni di casa. Battaglia in campo, dunque. Ma non finisce qui. Al rompete le righe i fari si accendono sulle dichiarazioni rilasciate all’Equipe dal presidente del Lione, Jean-Michel Aulas.
Virgolette in grado di elettrizzare il delicato match di ritorno, in programma il prossimo 6 marzo. «In campo ci sono stati scontri duri – ammette - e qualche gesto anti-sportivo. Ma anche insulti verbali». Un’accusa da non sottovalutare. Il pensiero di Aulas è chiaro: qualche elemento della Roma avrebbe espresso parole tutt’altro che amichevoli nei confronti degli avversari di turno. «Insulti che potrei definire simili a quelli ricevuti da Zidane durante la finale mondiale». Roma-Lione come Italia-Francia, quindi. Anche se, al termine delle ostilità, qualcuno avrebbe fatto un passo indietro e messo in scena un doveroso «mea culpa». «Alla fine della partita – prosegue - alcuni giocatori italiani sono venuti a scusarsi per questi episodi». L’Equipe, infatti, riferisce che De Rossi si sarebbe recato nello spogliatoio dei francesi per presentare delle scuse ad Abidal, vittima di insulti razzisti in campo. Ma lo sfogo continua. «Non siamo stati tutelati - tuona Juninho - le squadre francesi non sono trattate come quelle italiane, inglesi, spagnole. Mexes, per esempio, per quel fallo doveva essere espulso...».
In casa Roma l’obiettivo è puntato sul match-clou di Lione. Prima di allora, però, i giallorossi dovranno svolgere un compito: risollevare le sorti di un reparto avanzato che mostra segni di cedimento. Dopo la sosta di Natale, infatti, la Roma ha smarrito smalto e potenza d’urto. Crea di meno, paga il calo di forma di Perrotta e Mancini e in cinque gare di campionato ha realizzato sei gol, dei quali tre al Parma. Un campanello d’allarme? L’input che arriva dallo spogliatoio è «calma e concentrazione». E per ribadire il concetto, nel giorno delle polemiche, si è presentato a Trigoria l’ex ct Lippi che ha dispensato elogi e pacche sulle spalle al tecnico della Roma e agli eroi di Germania: Totti, De Rossi e Perrotta. «Vorrei vincere la Champions - confessa Taddei - sarebbe un’impresa storica». Il Lione è avvisato. La Roma sogna in grande.