Liorni dal reality al reale La vita in diretta di un «eroe per caso»

Dal reality alla realtà. Dal Gieffe a La vita in diretta. Ce l’ha fatta, ormai, Marco Liorni a scrollarsi di dosso la fama di eterna spalla del conduttore, lui che è stato per sette anni l’inviato davanti alla Casa di Cinecittà, l’ultima persona che i concorrenti vedevano prima di varcare la fatidica porta rossa e la prima che li accoglieva all’uscita, dopo il televoto. Dal 12 settembre affiancherà Mara Venier al posto di Lamberto Sposini nella nuova edizione del contenitore pomeridiano di Raiuno, manca solo la ratifica della direzione generale alla scelta del numero uno della rete Mauro Mazza. Magari non ci sperava più. Magari Liorni ha abbandonato da tempo l’idea di diventare a tutti i costi una superstar del rutilante mondo della televisiùn. Ma ora, la grande occasione è a portata di mano, premio ai buoni risultati di audience (22 per cento di media) e di critica ottenuti in queste settimane con Estate in diretta al fianco di Lorella Landi.
Quarantasei anni (li compirà sabato prossimo), padre di Niccolò di 16 anni, Emma di 7 e Viola di nove mesi avuta dalla nuova compagna Giovanna Astolfi, la faccia da eterno bravo ragazzo, Marco Donati diventato Liorni dopo che il patròn di Tele Radio Domani lo convince a cercarsi un cognome «più semplice», inizia come conduttore radiofonico nelle emittenti romane. Dopo l’approdo in tv a Gbr, nel ’97 entra a Canale 5 dove debutta come inviato di Verissimo quando si chiamava Tutti i colori della cronaca. Anche ora, nell’estate della rivincita, la cronaca è il suo habitat naturale. «Punto sulla qualità per dimostrare che posso esprimermi meglio di quanto facevo davanti alla porta rossa del Grande Fratello», ha spiegato a Tv Sorrisi e Canzoni. Per lui l’emancipazione dal ruolo d’inviato del Gieffe è un imperativo. La tv trash non è roba sua. Già prima di abbandonarlo nel 2007, aveva tentato nuovi esperimenti con programmi d’intrattenimento o documentari che scandagliavano anche il mondo del soprannaturale. Prima Eroi per caso su Italia 1, remake di Ultimo minuto di Raitre, che racconta storie di salvataggi incredibili. Poi Angeli, tre edizioni di una sorta di indagine sulla spiritualità di persone che sentono di essere entrate in contatto con entità soprannaturali. Infine, su Rete4, conduce Medici - Storie di medici e di pazienti.
Nessun successo epocale, solo il tentativo di proporre storie con uno sguardo più umano, lontano dalla tv degli eccessi che in quegli hanno ha conquistato il centro del ring. È proprio questa altalena tra la tv dei format e quella della cronaca raccontata con sensibilità a volte buonista la cifra di Liorni, conduttore e autore dalla faccia pulita. Nel 2004, quando parte la nuova tecnologia del digitale terrestre, Mediaset lo sceglie come testimonial. Poi la Endemol lo coinvolge in altri reality, più soft del Gieffe. Al fianco di Antonella Clerici conduce Sposami subito su Canale 5. Intanto, al Grande Fratello cambiano le conduttrici. Dopo Daria Bignardi è arrivata Barbara D’Urso e, nel 2006, Alessia Marcuzzi. Ma lui è sempre lì, davanti alla porta rossa. Però, quell’anno Liorni si prende una vacanza su Sat2000, la tv della Cei, dove conduce l’inchiesta a puntate a trent’anni dal disastro di Seveso firmata da Luciano Piscaglia. «Documentato, preparato, curioso», lo descrive Alessandro Zaccuri che lavorò a quel programma, «aveva un’immagine pubblica inferiore alla sua qualità professionale».
Eppure, un anno dopo, quando lascia il Grande Fratello, finisce nella penombra. Appassionato della rete, nel 2009 pubblica Facebook - Tutti nel vortice, uno dei primi volumi sul social network che ha cambiato il mondo della comunicazione, dal quale trarrà (con Giorgio Amato) una pièce teatrale. Dopo una breve parentesi su Sky, debutta in Rai. Ma quando ricomincia dai collegamenti esterni de I sogni son desideri condotto su Raiuno da Caterina Balivo, sembra che il momento di sfondare non sia ancora arrivato. Qualche altra conduzione, poi il test di Perfetti innamorati che si rivela un buco nell’acqua. Fortuna che l’altra metà di Liorni è sospesa Tra cielo e terra, serie di documentari sui santuari e monasteri più belli d’Europa, in onda dal 2010 su Marcopolo (Sky).
Forse meno autorevole e carismatico di Sposini, ma altrettanto affidabile e rassicurante per il pubblico del pomeriggio di Raiuno, a 46 anni il bravo ragazzo della tv ha l’occasione del salto di qualità. «Cronaca rosa sì, ma senza gossip. Cronaca nera, ma senza insistere sui particolari macabri» dei delittacci. È questa la sua ricetta: sarà la volta buona?