L'ipertensione si può gestire anche attraverso la radiofrequenza

L'ipertensione è una patologia che riguarda circa 15milioni di italiani, la loro salute è a rischio. Questa malattia, se non controllata può causare gravi conseguenze sul sistema cardiovascolare,come infarto, ictus e insufficienza renale. Nonostante cure appropriate, a volte i valori pressori non riescono a scendere al di sotto del limite di guardia (140/90 mmHg). É il caso dell'ipertensione resistente. Una condizione per la quale oggi è disponibile una nuova opzione terapeutica, non farmacologica: la denervazione renale.
«Se la modificazione dello stile di vita, inclusa l'alimentazione ed un trattamento farmacologico adeguato, non consentono di riportare i valori della pressione arteriosa entro i limiti internazionalmente considerati come normali, può essere valuata l'opportunità dell'intervento di denervazione simpatica renale che si ottiene mediante l'applicazione della radiofrequenza nelle arterie renali, raggiunte con un cateterismo arterioso percutaneo convenzionale», commentano Bruno Damascelli, del Gruppo GVM EmoCentro Cuore Columbus di Milano e Gianluigi Patelli, dell'ospedale Pesenti - Fenaroli di Alzano Lombardo, primi ad eseguire in Lombardia, presso lo stessa struttura ospedaliera, questo tipo di intervento. Damascelli e Patelli hanno effettuato il trattamento di denervazione renale su due pazienti con ipertensione resistente, rispettivamente a 4 e 5 farmaci anti-ipertensivi, utilizzando una innovativa tecnologia (sviluppata da St.Jude Medical), basata su di una nuova geometria di erogazione della radiofrequenza endovascolare renale. I risultati ottenuti incoraggiano: a distanza di 72 ore dall'intervento, il primo paziente è passato dai valori di pressione arteriosa di 190/110 a 150/90 mmHg. Mentre il secondo paziente, ha fatto registrare una riduzione dei livelli pressori da 160/110 a 135/90 mmHg La riduzione della pressione arteriosa è fondamentale: il rischio di un evento cardiovascolare si riduce del 50 per cento ogni 20 punti di decremento della pressione sanguigna. Questa procedura è applicabile anche per patologie connesse o meno all'ipertensione resistente. La sindrome dell'apnea notturna, quella dell'ovaio policistico, lo scompenso cardiaco refrattario, l'insufficienza renale progressiva e le aritmie ribelli sono già oggetto di studi clinici.