Lippi in anticipo come Bearzot «E adesso arriva il bello»

Solo a Spagna ’82 l’Italia qualificata così rapidamente: «Ma a Palermo ci siamo fermati»

Marcello Di Dio

nostro inviato a Palermo

Missione compiuta, Marcello Lippi come Bearzot che nel 1981 conquistò la qualificazione con una partita di anticipo. «Siamo al Mondiale, adesso arriva il bello e meno male che viene. Ci misureremo nella nostra escalation con altre nazionali più forti», esordisce il ct dopo la vittoria striminzita sulla Slovenia. Un successo molto simile a quello che quattro anni fa a Parma (rete di Del Piero contro l'Ungheria) qualificò l'Italia del Trap al Mondiale nippocoreano.
Ora resta da stabilire se i calciatori avranno un premio o, come più probabile, un semplice cadeau. «Il pensiero del pareggio comunque sufficiente per la qualificazione ha un po' condizionato i ragazzi che hanno giocato leggermente contratti - sottolinea Lippi -. Ma l'Italia ha creato tantissimo, abbiamo effettuato un sacco di conclusioni in porta, molte volte sono state vere palle-gol. Sono i numeri che contano nel calcio e quelli dicono che abbiamo dominato gli avversari. Alla Slovenia non abbiamo concesso un tiro in porta, a parte il cross del fuorigioco. Insomma, era una partita che avremmo potuto chiudere molto prima».
Anche se nell'ultima mezz'ora Lippi ha abiurato il tridente d'attacco passando a un più prudente 4-4-2. «Forse anch'io sono stato condizionato dal fatto che il pari era sufficiente. Così ho pensato che nel finale non potevamo pagare l'enorme dispendio di energie e ho riequilibrato la squadra».
Certo, la Slovenia non ha opposto una grandissima resistenza, la squadra vista ieri sera non era nemmeno lontana parente di quella che un anno fa a Celje inflisse l'unica sconfitta del girone all'Italia di Lippi. «In campo è scesa una formazione arcigna, decisa a giocarsi tutte le sue carte per rientrare in gioco. A loro serviva una vittoria, mi aspettavo uno schieramento forse più aggressivo, anche se la nostra linea difensiva ha retto benissimo».
Zaccardo, tanto vituperato dopo le ultime prestazioni, è stato l'eroe della serata. «Sono contento che a firmare il gol della vittoria sia stato lui, un giocatore del Palermo che ha segnato in casa sua». Non è andata altrettanto bene a Toni, tornato da avversario e fischiato per gli 87 minuti nei quali è rimasto in campo. «Luca probabilmente ha pagato quest'ostilità nei suoi confronti, credo che fosse più infastidito che dispiaciuto anche se certo sarà rimasto male dell'accoglienza. Ma personalmente preferisco sorvolare su quest'argomento e godermi la vittoria e la qualificazione».
Adesso l'incognita è legata a come saremo collocati nel sorteggio, cioè testa di serie o seconda fascia. «Il mio auspicio è che non si tenga conto della classifica Fifa, come sento dire da più parti», graduatoria in cui l'Italia prima di ieri sera era al 13° posto della graduatoria. Deciderà Blatter prima del sorteggio di Lipsia del 9 dicembre.
Intanto mercoledì ci sarà l'inutile partita con la Moldova, Lippi preannuncia già cambiamenti nella rosa. «Domani mattina (stamattina per chi legge, ndr) farò la conta di squalificati e acciaccati e deciderò chi mandare a casa e se eventualmente chiamare qualcuno». Sicuramente non saranno a Lecce Totti e Gattuso, ammoniti ieri sera e squalificati per il prossimo incontro. E riprenderà la strada di Milano anche Nesta, per il problema al pollice della mano sinistra. Anche il portiere Storari, inizialmente preallertato anche per la trasferta salentina, tornerà a Messina. A Lecce verrà aggregato il portiere leccese Sicignano. «Giocheremo questa partita per vincere e per continuare il lavoro intrapreso in questi mesi», preannuncia Lippi. Che però pensa già all'amichevole di lusso del 12 novembre ad Amsterdam con l'Olanda. Il primo test per misurare lo stato di salute della sua nazionale.