Lippi, un capobranco sul tetto del mondo

Un nome e un cognome possono bastare: Marcello Lippi. E poi non ci sarebbe bisogno di aggiungere altro. Perché il capolavoro scolpito nei giorni, lunghi e tormentati, di Coverciano e poi di Duisburg, dal ct attaccabrighe, splendido condottiero di un gruppo di arditi, ha consegnato alla storia il quarto titolo mondiale della Nazionale di calcio. Come capo-branco Marcello è risultato imbattibile. Nessun ostacolo è riuscito a far deragliare il suo treno: né gli effetti dello scandalo, né il dimezzato contributo di Totti, né gli infortuni in serie, né infine la perdita di De Rossi. Ha tirato dritto trasformando una squadra normale in un blocco di cemento armato.