Lippi-Cassano, Striscia rivela: "Botte con il figlio in discoteca"

Il tg satirico di Canale 5 cita un "addetto ai lavori" anonimo. "Perché
il ct non chiama il barese? Lite finita a botte qualche mese fa fuori
da un locale in Versilia davanti a testimoni"

Milano - Di bocca in bocca il gossip è arrivato in tv. Ecco perché Lippi non chiama Cassano: dopo l’uscita di Garrone su una presunta brutta storia con immediata smentita e retromarcia, della mancata convocazione dell’attaccante Samp da parte del ct si occupa anche Striscia la Notizia, il programma satirico di Canale 5. Striscia, rispolverando un gossip già raccontato, cita un "un addetto ai lavori, che chiede di rimanere anonimo, che racconta come che dietro la mancata convocazione di Cassano si nasconderebbe un litigio violento tra il calciatore e il figlio dell’allenatore azzurro, Davide Lippi". Secondo quanto dichiarato dall’anonimo testimone "la lite, sfociata in rissa, avrebbe avuto luogo pochi mesi fa in una discoteca in Versilia davanti a diverse persone".

Lippi non ha gradito "Striscia la notizia? Mio figlio ha una guancia gonfia così per quel pugno". Lippi sdrammatizza il servizio di Striscia nel quale un sedicente dirigente del calcio rimasto anonimo, con il volto oscurato e la voce alterata, ha raccontato che secondo sue testimonianze alla base della mancata convocazione di Cassano ci sarebbe una lite con rissa tra l’attaccante della Samp e il figlio del ct. Al di la della battuta sugli effetti del fantomatico pugno Lippi non ha però gradito né il contenuto, né il contesto, rigorosamente anonimo. "Cassano querela? Non lo so, non mi riguarda", ha detto Lippi scuotendo la testa in segno di dissenso sulla trasmissione, prima di congedarsi con i cronisti.

Battuta su Buffon Ma il servizio di Striscia non ha tolto il buon umore a Lippi, che con i giornalisti ha scherzato su un altro argomento. "Ma a nessuno di voi è venuto il dubbio che io ieri abbia chiamato Buffon un 'carrarino scolpito nel marmo e non un canarino?', ha scherzato il ct, riferendosi alla definizione data al portiere azzurro con riferimento alla sua indistruttibilità. Frase poi fraintesa dai media.