Lippi alla conquista dell’Est scortato da Collina e Sheva

L’Ucraina per preparare l’Europeo da giocare in casa ingaggia l’ex ct azzurro e l’ex fischietto per istruire gli arbitri

Una piccola colonia italiana si appresta a sbarcare in Ucraina. Sulla scia di Marcello Lippi, naturalmente, il ct che quella federcalcio vuole schierare in panchina in occasione degli europei datati 2012 (qualificazione garantita per statuto, da organizzare amichevoli per preparare il torneo). L’intesa tra il tecnico viareggino e il principale dirigente ucraino, componente dell’esecutivo Uefa, Grigoriy Surkis, è stata raggiunta e pubblicizzata da tempo (fonte Gazzetta dello Sport): sono i particolari che mancano e che rendono tutta l’operazione interessante. Cominciamo dalla data in cui l’investitura di Lippi diventerà ufficiale: il periodo prescelto è quello che va tra maggio e giugno 2011. Sarà organizzato un vero e proprio evento in grande stile, a Kiev, presso un grande albergo del centro, con televisioni e giornali incaricati di scandirlo nelle settimane precedenti. Il suo debutto quasi scontato è fissato per il 7 giugno, in occasione dell’amichevole già concordata contro la Francia di Blanc, avversario di rango per un battesimo che farà molto discutere.
La prossima amichevole della nazionale in maglia gialla infatti si disputerà durante la sosta invernale, a febbraio, e sarà gestita dal ct attualmente in carica, Yuriy Kalitvintsev. L’ex ct azzurro, campione del mondo, sarà in tribuna e comincerà così la full immersion. In queste settimane, ha cominciato a chiedere informazioni e filmati attingendo naturalmente alle fonti italiane: il primo della lista è Vincenzo Pincolini, preparatore storico del primo Milan di Sacchi, poi passato anche in Nazionale, quindi finito all’Inter proprio con Lippi, e attualmente uomo di fiducia del tecnico Youri Semin che dalla Dinamo di Kiev è passato alla Lokomotiv di Mosca per rilanciare il club prestigioso della capitale russa. A Kiev, Vincenzo Pincolini è arrivato su segnalazione di Rezo Choconelidze, formatosi alla scuola di Milanello dove approdò col compito di interprete all’epoca del trasferimento in rossonero del georgiano Kaladze e dell’ucraino Shevchenko. Ecco un altro nome da inserire nella lista della colonia “italiana” destinata a lavorare gomito a gomito con Lippi. Sheva, in patria, è una specie di santone, oltre che il garante dell’operazione europei: fu lui a partecipare alla famosa spedizione di Cardiff quando Surkis riuscì a rovesciare il pronostico favorevole alla candidatura italiana (sostenuta nell’occasione dal ministro Melandri). Sarà al fianco di Marcello: da decidere ancora il ruolo.
A dar man forte alla federazione ucraina, ci sarà anche Pierluigi Collina, l’ex fischietto numero uno del calcio italiano, poi designatore, ora passato alla corte di Platini, presso l’Uefa. É stato “ingaggiato“ con la qualifica di consulente e dovrà nel frattempo “allenare“ gli arbitri di quel calcio poco addestrati alle competizioni di grande rilievo. All’europeo del 2012 mancano ancora 18 mesi pieni, eppure il conto alla rovescia in quel paese sta provocando qualche tormento. Gli stadi sono già stati completati: mancano le infrastrutture, essenziali specie per il trasporto delle numerose migliaia di tifosi attesi per l’occasione.
A Lippi non sarà chiesto di vincere l’europeo. Surkis e i suoi toccherebbero il cielo con un dito nel caso di approdo ai quarti di finale. «Sarebbe un sogno» la battuta del dirigente ucraino. Il contratto di Lippi sarà dunque di breve durata: appena 18 mesi, con una cifra che si aggira sui 4 milioni di euro. Da studiare solo le modalità fiscali dell’intesa (non sarebbe possibile pagare le tasse a Kiev).