Lippi contro la Grecia va a caccia di record

Anche l'Italia apre agli "stranieri". E l'ultimo Rossi tenta la scalata: l’attaccante del Villarreal parte titolare al fianco di Toni in attacco
In porta, con Buffon e Amelia ancora ko, debutta il "turco" De Sanctis

Firenze - Una nazionale mai così «internazionale», almeno nell’era di Lippi. Stasera ad Atene, nell’amichevole che potrebbe consentire al ct viareggino di eguagliare il record (31 partite senza perdere) di imbattibilità di colleghi come Basile e Clemente («sarà un test vero»), saranno ben cinque gli «stranieri» - di cui tre campioni del mondo - nell'undici titolare contro la Grecia. Il nostro calcio non avrà “appeal”, come sostiene a ragione Mourinho, ma i nostri giocatori sì. La scelta di Lippi è dunque un'implicita risposta all'atto di accusa del tecnico dell’Inter? Il ct glissa sul tema e spiega: «Lascio stare considerazioni del genere, la mia scelta vuol dire semplicemente che se un nostro giocatore va all’estero, continuiamo a seguirlo, non viene dimenticato». D'altronde il ct passa i fine settimana a seguire in tv tutti i campionati esteri («inizio a mezzogiorno di sabato e finisco a tarda notte la domenica, a forza di sigari mi sto intossicando...») e il resto dei giorni a studiare le relazioni degli osservatori inviati sui campi d’Europa.

Così arriva la prima da titolare di De Sanctis, portiere del Galatasaray «favorito» dai forfeit obbligati di Buffon e Amelia, il ripescaggio di Fabio Grosso, che a Cipro ci aveva rimesso due costole per la causa azzurra, e la conferma del Toni («è uno che va aspettato», sottolinea Lippi) che in nazionale non segna da nove mesi e mezzo, ovvero da quella rete in spaccata al Portogallo nell’amichevole di Zurigo. «Il gol con l’Italia è la cosa che mi manca di più, ora ho anche superato l’infortunio - dice l’attaccante del Bayern, due reti in Bundesliga nelle ultime due giornate -. Ho 31 anni, ma punto a un altro mondiale». Non temendo evidentemente il possibile arrivo di Amauri.

A guidare però idealmente la pattuglia «straniera» sarà quel Giuseppe Rossi che ha fatto innamorare Lippi. «È l’unico calciatore che ho chiesto a Casiraghi, per avere 21 anni ha già una grande esperienza avendo giocato in tre campionati importanti, è pronto», la nuova investitura del ct. Il calciatore del Villarreal quasi arrossisce per gli elogi. «È il miglior giovane italiano», il complimento di Toni. «Giocare con Luca è un sogno che si realizza, cercherò di sfruttare al massimo l’occasione che mi viene concessa», la replica del giovanotto che a Coverciano sembra a suo agio.

Nell’ultimo fine settimana hanno segnato contro Malaga e Borussia Moenchengladbach e Rossi è già a quota 7 centri tra campionato e Champions. Sono proprio loro, emigranti di lusso del nostro football, a difendere il nostro calcio. «Non è vero che non piace, io in Spagna lo seguo sempre in tv e mi risulta che siano in tanti a farlo - dice Giuseppe -. Il calcio italiano è uno dei migliori del mondo, non è vero che quelli di Spagna e Inghilterra siano migliori, hanno solo caratteristiche diverse: il nostro è molto tattico, quello spagnolo è tecnico e quello inglese è fisico». Toni va oltre: «In Germania è molto seguito, magari si segna poco ma l’attenzione è tanta. Non è un segreto che mi piacerebbe portare al Bayern Gattuso, ma ho già pronta una lista di altri calciatori di cui non faccio il nome che presto consiglierò al nostro dirigente Rummenigge». Un bello spot da parte dei due attaccanti azzurri candidati in futuro a essere titolari fissi. In Italia non torneranno presto. «Al Villarreal sto bene», confessa Rossi. «Il Bayern mi ha chiesto di prolungare il contratto firmato fino al 2011, non vedo così vicino il mio rientro in Italia», dice invece Toni. A caccia di un gol che in azzurro gli manca da un bel po’.