Lippi è una furia: «E poi parlano dei nostri arbitri...»

Pubblico fantastico, subito schierato con gli azzurri, spinto anche dalla decisione di Stark che ha ridotto in dieci gli azzurri e quindi ha forzatamente spinto anche gli indecisi a rompere gli indugi. Finale al cardiopalma e Lippi è visibilmente seccato e non lo manda a dire, la direzione del tedesco Stark non gli è piaciuta affatto: «Abbiamo sofferto? Per forza, con un arbitro così. Noi ci lamentiamo dei nostri, guardiamo invece questo che ci ha costretto a giocare novanta minuti in dieci uomini. Non è giusto. La sua è stata un’interpretazione di violenza che non c’è stata, e così abbiamo giocato in dieci tutta la partita. Non è giusto, qui siamo a livello di squadre nazionali, dovrebbero esserci altri tipi di arbitraggio». Il ct è un fiume in piena, non riesce a togliere il pensiero dalla direzione di gara. Poi il discorso scivola sulla prestazione degli azzurri: «Abbiamo lottato novanta minuti, abbiamo chiuso tutti gli spazi, di più non potevamo fare. Peccato per il gol preso nel finale ma la colpa resta tutta dell’arbitro che ci ha costretto in dieci per tutta la partita».
Giampaolo Pazzini, vittima o colpevole della serata storta degli azzurri: «Sono andato per prendere la palla, non c’era nessuna intenzione da parte mia di cercare l’uomo - dice il centravanti della Sampdoria -. Io non ho alzato il gomito e da quanto mi hanno riferito i miei compagni neppure l’arbitro Stark ha visto niente. Mi hanno riferito che sia stato il guardalinee Pickel ad avvisarlo di cosa era successo e a spiegargli la dinamica. Ma io non ho cercato nessuno». Gli chiedono se a condizionare la partita sia stato il guardalinee o il sangue che usciva copiosamente dalla testa di O’Shea: «Non lo so, il sangue fa sempre effetto ma è la dinamica dell’azione che deve far decidere l’arbitro e io ero andato sulla palla. Spiegarglielo? È difficile in quei momenti, comunque la partita è stata rovinata».
Fabio Cannavaro molto realista: «In dieci? Non è una scusa che possiamo prendere a difesa della nostra prestazione. Abbiamo giocato come si doveva, abbiamo fatto un gran lavoro e i tre punti sarebbero stati il giusto premio alla gestione della partita. Peccato, nell’ultimo quarto d’oro abbiamo subito, ma l’inferiorità numerica non si deve tirare in ballo, abbiamo esperienza e qualità per giocare anche in dieci contro undici. Piuttosto quando mancano tre minuti alla fine, bisogna anche avere il coraggio di buttare la palla in tribuna. Adesso ci sono ancora parecchie partite, loro hanno detto che sperano di arrivare primi del girone, ma noi andremo da loro con un’altra squadra, stasera in fondo ci è girata male».
Telegrafico il Trap: «Io dico che l’Italia deve anche sapersi accontentare. Vincere il girone? Resto con i piedi per terra».