Lippi gela Inzaghi: «Aspetto sempre Vieri»

da Roma

Al primo e unico stage azzurro concesso dal calcio italiano, Marcello Lippi ha il dono della trasparenza. Niente annunci solenni, d’accordo, ma i suoi piani si leggono in controluce. Molti dei 29 giocatori convocati alla Borghesiana, periferia di Roma (anzi 25, il debuttante Tavano, Nesta, Cannavaro e Camoranesi spediti a casa per problemi fisici) hanno infatti in tasca il pass per il mondiale tedesco. Gli altri devono arrendersi e incassare questa piccola soddisfazione. «Conoscerete la lista il 15 maggio, niente anticipazioni», dice il ct, contestato da un piccolo gruppo di tifosi. Eccoli, allora i piani del ct.: Lippi aspetta Totti, in via di recupero record e ieri sera in visita alla truppa azzurra come Materazzi (i due hanno cenato e sono tornati ai rispettivi ritiri): «Non sono dispiaciuto di non averlo qui, mi dicono che potrebbe giocare già domenica in campionato, è stata bellissima la sua forza d’animo nel voler recuperare, sono ottimista».
Tiepida invece l’accoglienza riservata a Filippo Inzaghi di nuovo in azzurro dopo due anni e mezzo (ultima apparizione a Reggio Calabria nell’ottobre 2003, Italia-Azerbaigian 4-0). «Il ritorno di Pippo? È come quello di Lucarelli o come la prima volta di Tavano, stanno facendo tutti bene». Di segno opposto invece l’invito lanciato a Christian Vieri, alle prese con un fastidioso infortunio. «Non sono pessimista, ma realista. Bobo non sta benissimo, è un po’ indietro, lo stiamo seguendo attentamente. Fossi in lui spererei fino al 15 maggio. La lista l’ho già definita nella mia testa», assicura Lippi. Mettere fuori l’attaccante del Milan sembra un’eresia, visto lo stato di forma attuale. «Secondo me è già sicuro per la Germania, semmai ci giochiamo una maglia io e Iaquinta», è l’opinione di Lucarelli. «Bisognerà essere bravi e maturi ad accettare qualunque scelta del ct – getta acqua sul fuoco Inzaghi -. Ho sentito Bobo per telefono, si giocherà le chance fino all’ultimo. Ma non penso che io andrò ai mondiali per un suo forfeit, i due aspetti sono distinti. Ringrazio il Milan che mi ha concesso di tornare in azzurro, per me è come se fosse la prima volta. E Lippi sa che non ho mai creato problemi nello spogliatoio».
Nel frattempo, il ct pensa a catechizzare i suoi sulla lotta al gioco duro lanciata dalla Fifa. Molti azzurri (Cannavaro docet) sono in ritardo. «Ne ho già parlato ai giocatori e lo farò anche nel secondo giorno di stage. Il progetto della Fifa può diventare un problema non solo per la nazionale italiana, ma per tutte le partecipanti al mondiale. Il metro di giudizio sarà molto severo. Dovrò essere più convincente di come sono stato finora». Messaggio destinato a Cannavaro e Materazzi
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