Lippi è già a casa di Abete. Oggi l’addio a Donadoni

Ieri l’incontro nell’abitazione del presidente Figc con il futuro ct. Che poi nega: "Sono a Roma per incontrare mia figlia". Il tecnico uscente: "Non ho voluto soldi perché c'era fiducia in me"

Eh no, caro Donadoni, non faccia la vittima. Eh no, caro Abete, non nasconda la realtà, specie se mi è amica. Mai pronunciate in pubblico, ma pensate e ripetute in privato, dentro queste due frasi a specchio, viene sancita la conclusione del rapporto tra federcalcio e Roberto Donadoni. Ieri mattina, letti i giornali, il presidente Abete ha convocato un po’ di giornalisti nella sede del Coni a Roma e dettato la sua ricostruzione dei fatti. In sintesi è la seguente: «Non abbiamo rivelato i dettagli dell’accordo, penale cancellata e obbligo della conferma in caso di quarto posto, per non mettere in cattiva luce Donadoni a pochi giorni dall’inizio del torneo». Tradotto: l’avrebbero accusato di essere tornato sulla proposta fatta ad Elche nel mese di marzo. La risposta di Donadoni è stata questa: «Quando ho visto che c’era fiducia nei miei confronti ho deciso di cancellare la penale, io sono una persona corretta e non intendo pescare nel torbido, soldi così non li voglio».

Tradotto: conta la sostanza, non la forma. Fine della trasmissione, nonostante un intervento, gratuito e non richiesto, di un legale, l’avvocato Roberto Trompescovino, accreditatosi per legale del Ct («è un amico, ma non mi rappresenta»). E con la trasmissione fine anche del rapporto che verrà sancito con l’incontro fissato per oggi pomeriggio a Roma, forse negli uffici federali di via Allegri. «Sono stati informati prima i cronisti di me» il lamento di Donadoni, l’ultimo. Ma virtualmente il suo mandato è finito proprio ieri, appena alcune telecamere di Sky hanno rintracciato in un albergo a 200 metri dalla sede della federcalcio Marcello Lippi, passato da Roma non certo per motivi diversi da quello, urgente e legittimo, dell’incontro riservato, il primo della serie, con Giancarlo Abete che può così domani, prima di volare a Vienna, chiudere la pratica dando il doppio annuncio che tutti considerano scontato: sciolto il rapporto con Donadoni, anzi «esaurito», la definizione utilizzata dal dirigente romano, concluso l’accordo per firmare un contratto biennale con Marcello Lippi e il suo staff.

È stato questo uno degli argomenti di maggiore discussione nel faccia a faccia di ieri tra Lippi e Abete smentito dal viareggino («ero a Roma per far visita a mia figlia»). Il ct ha insistito sulla necessità di attrezzarlo in modo completo e competitivo perché viene definito uno dei segreti del successo tedesco nell’estate del 2006. Alcune delle maggiori resistenze sono legate allo staff sanitario.