Lippi: non ho mai detto che lascerò la nazionale

Il ct: "La Juve? Un giorno diranno loro come stanno le cose". Ma Abete insiste: "Chiariremo tutto prima di andare in Sudafrica". Intanto la "panchina d'oro" è stata vinta da Allegri: battuto Mourinho

Massimiliano Allegri meglio di José Mourinho, almeno per gli allenatori italiani che hanno assegnato la Panchina d’oro al tecnico del Cagliari (il 40 per cento delle preferenze contro il 20 al portoghese di Setubal). Sul campo si vedrà domenica, quando a San Siro ci sarà la sfida tra nerazzurri e sardi.

L’appuntamento di Coverciano si rivela però un flop, esattamente come l’incontro tra arbitri, capitani e allenatori a Fiumicino di tre settimane fa. Solo 9 i tecnici di A presenti: tra questi Mourinho che, forse deluso per la mancata vittoria, fugge via mentre il collega riceve il trofeo, e Leonardo, nella doppia veste di tecnico del Milan e «studente» del corso per allenatori al centro federale fiorentino. «Nel mio calcio conta la parte sentimentale e psicologica», si limita a dire il brasiliano. E il senso della giornata è nelle parole di Mourinho: «All’università un insegnante mi disse che chi sa solo di calcio sa poco di calcio; ecco, noi allenatori dobbiamo conoscere altre scienze, il nostro lavoro è diventato più complesso di prima e quindi occorre essere preparati».

Ma Coverciano è la casa della nazionale italiana, anche se nell’immediata vigilia del Mondiale sudafricano verrà «tradita» con il Sestriere, adatto a una preparazione in altura. Ed ecco che la contemporanea presenza del ct Lippi e del presidente federale Abete riapre il tormentone sulla panchina azzurra. «Faremo chiarezza sul ct prima della partenza per il Sud Africa», è il messaggio del numero uno della Figc. «Non ho detto che lascerò dopo il Sud Africa: adesso penso solo al Mondiale, che giocheremo con il massimo dell’impegno, poi si vedrà», risponde Marcello Lippi che sembrerebbe lasciare una porticina aperta.

In realtà, e lo sottolinea anche il ct viareggino, tra Abete e lui è già tutto chiaro sul post Sud Africa. Il divorzio sembra già certo, Lippi prenderà altre strade, magari quella della Juventus come presidente. «È stato costruito un castello sui rapporti tra me e la Juve, magari un giorno sarà la stessa Juve a dire come stanno le cose», ha detto un po’ stizzito Lippi. Che sul momento bianconero ha sottolineato: «Cercano di uscire con determinazione e impegno dalle difficoltà. Ferrara? A lui non ho detto nulla che vi interessi. Benitez? Non mi riguarda».

Lui al momento è impegnato nella ricerca di «4-5 giocatori che mancano al gruppo mondiale e per questo ne sto seguendo una ventina». Abete, che a maggio dovrà sciogliere le riserve, è invece alla ricerca (difficile) di un sostituto. Al presidente federale è piaciuto poco il comportamento di Lippi negli ultimi mesi, dalla sfuriata contro i tifosi di Parma per i cori pro Cassano alla mancata visita all’Inter nel mini-tour del ct ai grandi club, giustificata con l’assenza di italiani nel gruppo nerazzurro.

L’ideale sarebbe Ancelotti, ma sino al 2012 resterà al Chelsea. Spalletti è in Russia, Capello è felice sulla panchina degli inglesi, Ranieri si è dichiarato ct della Roma ma comunque onorato che qualcuno abbia accostato il suo nome alla panchina azzurra. Molto stimato, in Figc, Cesare Prandelli. Ed è questo il nome su cui in via Allegri si sta lavorando. Fra un mese primo test verso il Mondiale con il Camerun a Montecarlo. Intanto la Figc ha ufficializzato che sarà il Southdowns College, già utilizzato dagli azzurri in occasione della Confederations Cup, ad ospitare gli allenamenti e il quartiere generale tecnico della Nazionale in Sud Africa. L’albergo sarà il Leriba Lodge di Centurion (capoluogo dell’omonima contea).