Lippi: «Sono permaloso»

da Roma

«I miei figli dicono che sono permaloso come le scimmie: sì, sono un po’ permaloso». Lo rivela il ct dell’Italia Marcello Lippi in un’intervista andata in onda su Sky Sport 1. Lippi ha parlato anche del ruolo di selezionatore azzurro. «È il coronamento di un sogno, è la magia. Poi, come tutte le cose molto belle, c’è sempre un piccolo prezzo da pagare. Le critiche? La nazionale è la squadra di tutti e ognuno dice la sua; l’importante è che la gente sappia che faccio le mie scelte con una profonda convinzione tecnica e non altro. Il rapporto con i giornalisti? Lo preferisco sincero e a volte un po’ spigoloso».
Lippi affronta poi i casi più spinosi della sua nazionale, a cominciare da Cassano. «È un bravissimo ragazzo, gli auguro di giocare. Se gioca e gioca bene non vedo perché non dovrebbe far parte della nazionale». Su Del Piero ribadisce che «di nessuno direi mai, otto mesi prima, che è sicuro di andare ai Mondiali». Infine l’ostracismo a Panucci: «Faccio solo scelte tecniche, figuriamoci se mi faccio condizionare da altre cose».
Infine il Mondiale. L’obiettivo di Lippi è creare una squadra «senza prime donne e con diversi modi di giocare. Il Brasile ha già vinto? Anch’io penso che sia la più forte, ma non dimenticatevi dell’82...».
La federazione invece non si dimentica del ’70 e di Ferruccio Valcareggi: ieri, in occasione dei funerali dell’ex ct, il vicepresidente Abete ha preannunciato che la prossima amichevole Italia-Germania (in programma il 1° marzo) si disputerà proprio a Firenze, la città adottiva del tecnico azzurro. Per ricordarlo con una riedizione della leggendaria Italia-Germania 4-3.