Lippi: «Troppo trash, lascio Buona domenica»

Laura Rio

da Milano

C’era da aspettarselo che prima o poi qualcuno non reggesse a quel gioco. Il primo a soccombere è stato Claudio Lippi, che ieri sera ha annunciato con un comunicato durissimo di lasciare Buona domenica. Lippi è infuriato per i toni troppo accesi della trasmissione di Canale 5, soprattutto nella parte del «ring» dove si azzannano giornalisti e personaggi dello spettacolo. Motivo della decisione, spiega lui stesso nella nota, «è la censura subita sia come autore sia come conduttore della trasmissione quando mi sono rifiutato di condividere una televisione spazzatura fatta di parolacce e bestemmie allo scopo di fare audience».
«Dopo reiterati tentativi - spiega il presentatore - di stabilire un rapporto costruttivo e propositivo nella mia qualità di autore e di artista con il responsabile del progetto di Buona Domenica, Cesare Lanza, e dopo inutili tentativi di confronto con il vertice dell'azienda, sono costretto con sofferenza a lasciare la trasmissione in quanto non sono disposto ad apporre la mia firma e prestare la mia faccia a disvalori che non condivido e che tradirebbero la fiducia del mio pubblico. Se questo deve essere il prezzo da pagare sono disposto a pagarlo». Già da settimane si notava l’insofferenza del presentatore che, durante le risse, diceva di volersene andare e si allontanava dallo studio. Il filone delle zuffe porta-ascolti a Buona Domenica è cominciato con quella tra Sgarbi-Mussolini ed è continuato con minirisse tra vari ospiti. Alle accuse di Lippi risponde l’autore Cesare Lanza: «Prendiamo atto della decisione di Claudio. A noi aveva detto che non stava bene: mi sembra professionalmente scorretto non avvisare noi, ma le agenzie. Comunque nella nostra trasmissione non c’è mai stata alcuna bestemmia, abbiamo semplicemente parlato di un episodio accaduto in un altro programma». «Non vorrei - aggiunge Lanza - che l’insofferenza di Claudio fosse dovuta ad altri motivi, cioè al fatto che svolge un ruolo inferiore a quello che vorrebbe, come accadde già a Domenica In. Ma quando ha accettato di lavorare con noi sapeva bene quali sarebbero stati i suoi spazi. Nessuno lo costringe a intervenire nel ring».