Lippi: «Voliamo bassi, nessun trionfalismo»

Prima l’Olanda a novembre, ieri la Germania nella prima partita della Nazionale a Firenze dopo 13 anni. Gli azzurri di Marcello Lippi superano brillantemente anche il secondo esame con una grande squadra. «Ma voliamo basso, non c’è nessun trionfalismo – frena gli entusiasmi Lippi, rivelando che il ferrarista Michael Schumacher, presente in tribuna, è andato a salutare gli azzurri dopo il match («Sono Italia e Brasile le mie favorite per il titolo mondiale») -. Certo, sono contento intanto perché ho vinto qui e poi perché dopo tre mesi ho ritrovato i ragazzi con una voglia incredibile. Lasciamo perdere il punteggio, non deve essere quello a farci ragionare, ma devono essere la prestazione, la convinzione, la serenità, l’impegno e il cuore che hanno mostrato i ragazzi. Le difficoltà sono diminuite con il 2-0 dopo sei minuti, il massimo che può capitare in partite come queste. A me interessava proseguire il nostro lavoro e vedere la crescita del nostro progetto. E mi piace pensare che i ragazzi pensano alla nazionale, cosa che stanno dimostrando nei momenti in cui lavoriamo insieme. Per noi è una bella iniezione di fiducia, ma ce ne vogliono altre». A partire dalla doppia sfida premondiale in Svizzera con i padroni di casa e l’Ucraina. E sulla Germania aggiunge: «Qual è il vero volto dei tedeschi? Io avevo visto la loro partita con il Brasile in Confederation Cup e non meritavano di perdere. Dunque ogni partita ha una storia a sé».
«Volevamo fare una grande partita e ci siamo riusciti – dice l’idolo di casa Luca Toni, al 7° gol in azzurro -. Con Gilardino mi trovo molto bene, chi segna non importa, anche se a Firenze abbiamo segnato entrambi. C’è un grande spirito di sacrificio tra di noi, siamo un bel gruppo, stiamo facendo molto bene e speriamo di farlo anche al mondiale. Perché è lì che conta. Ora tutti speriamo di avere Totti, un valore aggiunto per ogni squadra». Buffon ha subito una rete, ma ha anche regalato alcune prodezze: «Poi dicono che non paro mai, ma due interventi decisivi li ho fatti. Magari stavolta contateli». E se il ct tedesco Klinsmann non pare preoccupato, anche se «l’Italia ci ha dato una lezione, non abbiamo avuto la forza di recuperare», il patron della Fiorentina Diego Della Valle è soddisfatto della serata. «È stata la vittoria di Firenze, c’era molta attesa per questa partita, ma la città l’ha resa bellissima e l’Italia ha completato l’opera».