Liquidata anche Aler (ma fra un anno)

Un colpo d’aula. Tra giovedì prossimo e il lunedì successivo la maggioranza vuole affrontare in Consiglio comunale l’affaire delle case popolari. Un processo in due mosse. Presentando una mozione di sfiducia ad Aler, l’ente che gestisce i 30mila alloggi popolari del Comune. Una bocciatura della convenzione in scadenza il 31 dicembre. Ma - secondo passaggio - darà il via libera alla giunta a prorogare per un altro anno il servizio che è partito due anni fa in via sperimentale con il sindaco Letizia Moratti. Il test (un affidamento diretto, con cui l’ex giunta ha evitato la gara ma che è sotto la lente del Tar, la sentenza è attesa a dicembre) proseguirà per tutto il 2012. Un controsenso? «La bocciatura - avverte la capogruppo del Pd Carmela Rozza - ci serve a precisare che l’attuale gestione delle case comunali è insoddisfacente» di più «è una truffa», perché «gli inquilini non sanno neanche per cosa pagano, ricevono bollette di portinerie e riscaldamenti inesistenti». Ma «ci serve tempo per valutare le alternative, quindi anche se non ci piace e crediamo poco in un miracolo, allunghiamo il contratto chiedendo delle modifiche: dalle bollette trasparenti alla restituzione dei conguagli se gli inquilini hanno pagato servizi che non esistono. Nel frattempo, decideremo la strada da prendere». E il Pd ha già indicato una preferenza: «Bisogna lanciare il bando per una gara europea - sostiene la Rozza -, perché fermarci ai monopoli italiani? Non mi dispiacerebbe una società olandese o tedesca». Anche se l’assessore alla Casa Lucia Castellano giorni fa in commissione ha indicato anche un’altra via, forse più lunga ma percorribile: la costituzione di una newco, una società con cui Palazzo Marino potrebbe riprendere direttamente in mano la gestione del patrimonio popolare. Anche per mettere in vendita una quota degli appartamenti e fare cassa.
Ma il consigliere Pdl Giulio Gallera si rifiuta di votare la mozione di sfiducia e contesta il centrosinistra: «É irresponsabile bocciare la gestione dell’Aler senza proporre alternative concrete. Ci saremmo aspettati impegni precisi sulle ristrutturazioni e assegnazioni dei molti alloggi liberi, non la ricerca di alibi e generiche prese di distanza». Non nasconde che «la gestione del patrimonio popolare è annoso e quando eravamo al governo della città abbiamo cercato di affrontarlo in vari modi senza risultati eccellenti. Più scarsi quando i quartieri sono stati assegnati a tre società private, ma la situazione è migliorata notevolmente con il passaggio ad Aler, anche se molto si può ancora fare». Dunque, «mi pare eccessivo bocciare tout court la gestione, siamo disponibili a ragionare sulle strade da seguire per migliorare il servizio e risolvere i problemi, prorogando l’affidamento ad Aler». Contrario anche alla costituzione di una newco con cui Palazzo Marino potrebbe gestire direttamente le case popolari.