Liquidazione Zincar: è scontro sul buco Presidente in procura: «Farò nomi e cognomi»

BILANCIO Le perdite vanno da 2,3 a 4 milioni. E Giudice accusa: «Cattivo uso di risorse pubbliche di dirigenti e uffici»

Slitta ancora la liquidazione di Zincar: neanche ieri il consiglio comunale è riuscito a votare la delibera che consentirà all’amministrazione di cedere le quote della società, di cui socia al 51%, intorno alla quale da un mese è scoppiata una polemica per le perdite di bilancio. In base ad alcuni documenti il buco è di 2,3 milioni, in base ad altri 4. Oggi la vicenda rischia di surriscaldarsi. «Chiusa questa delibera vado in Procura», ha anticipato ieri il consigliere di Fi e presidente della società Vincenzo Giudice, che oggi interverrà alla commissione Bilancio a Palazzo Marino. E, assicura, «farò nomi e cognomi». Giudice presenterà «un esposto su cause e responsabili del buco». Accusa: «È stato fatto un cattivo uso di risorse pubbliche, distribuite da società ad hoc possedute da persone interne al Comune, alla società e altri enti che cofinanziano i progetti di Zincar, come ministero e Regione». Non si tratta, «di livelli politici ma di uffici e dirigenti». E nessun progetto, «è stato chiuso con benefici per i cittadini, le risorse non erano giustificate. Fatture pagate due volte, 32 conti correnti, risorse destinate a commesse e finite su altri progetti. Una gestione delinquenziale».
Ieri Giudice è stato attaccato in commissione da Giovanni Nicola Rocca, uno dei due membri dimissionari del cda. Ha contestato le recenti nomine firmate dal presidente per 391mila euro pur in assenza di poteri e criticità di bilancio. E anche la motivazione contenuta nella delibera di giunta per la liquidazione: «Zincar non è sotto la scure del decreto Bersani, non eroga servizi pubblici locali». L’altro membro del cda, Alberto Pieri, chiede «di mantenere Zincar ma con una nuova governance, almeno 3 progetti vanno portati avanti».