Le liquidazioni d’oro delle Ferrovie: ai manager 15 milioni in tre anni

La Corte dei Conti svela quanto sono costate le buonuscite dell’era Prodi: 8,5 milioni all’ex Ibm Elio Catania, 2,3 all’ex Fiat Roberto Testore

da Roma

Nel settembre 2006 quando il tandem Innocenzo Cipolletta-Mauro Moretti subentrò ad Elio Catania alla guida delle Ferrovie dello Stato sui giornali circolarono le cifre più disparate sull’entità della liquidazione corrisposta all’ex manager della Ibm Italia. Il Corriere scrisse oltre 4 milioni, Il Sole 24 Ore ipotizzò oltre 8 milioni mentre le associazioni dei consumatori gridarono allo scandalo dichiarando che si trattava di una «buonuscita» da oltre 10 milioni.
La deputata radicale Donatella Poretti depositò un’interrogazione alla quale rispose l’allora sottosegretario Tononi asserendo che «una clausola di riservatezza ne impediva la diffusione». Da ieri la relazione della Corte dei Conti inviata al Parlamento ha tolto il velo: l’ingegner Elio Catania, attualmente presidente dell’Atm di Milano, ha percepito un «trattamento di fine rapporto» di 8.535.089,69 euro. Si tratta di oltre due milioni in più rispetto alla liquidazione da 6,5 milioni attribuita al predecessore Giancarlo Cimoli quando nel 2004 lasciò le Fs per Alitalia.
Non è tutto: il trio dirigenziale Catania-Cipolletta-Moretti nel 2006 ha intascato una retribuzione complessiva di 1.158.843 euro. Nel 2005, invece, al solo Catania era stato attribuito un compenso/emolumento di 1.930.000 euro, mentre per quanto riguarda il 2004 non si hanno notizie giacché «inquadrato quale dirigente di Fs spa».
Ma il blitz prodiano sul gruppo che gestisce le strade ferrate non ha prodotto solo questi extra-costi. Nel 2006 «saltò» anche la poltrona dell’amministratore delegato di Trenitalia Roberto Testore. Anche la sua uscita non è stata indolore e la cessazione del rapporto di lavoro è costata 2.354.925,85 euro. Nel 2005 lo «stipendio» dell’ex ad di Fiat Auto si era attestato a quota 863.019,88 euro. Alla fine il compenso più «moderato» si è rivelato quello di Mauro Moretti quando era ad di Rete Ferroviaria Italiana: 496.064 euro nel 2005 e 422.667,37 divisi con il successore Michele Mario Elia nel 2006. La sua retribuzione alle Fs è invece coperta da clausole di riservatezza, ma la Corte dei Conti non ha formulato rilievi.
Rilievi che invece sono stati mossi alla complessiva gestione delle Ferrovie: sono «necessari interventi organici e con effetti durevoli». In particolare i magistrati contabili hanno rilevato un «avvertibile peggioramento della qualità del servizio di trasporto» in termini di pulizia, puntualità e copertura del territorio nazionale nonostante il consistente impegno finanziario statale (4,8 miliardi nel 2005 e 5,8 miliardi nel 2006).
La Corte ha quindi invitato Fs al rispetto dei «principi di efficienza, economicità ed efficacia» così da poter sostenere l’impatto dell’apertura del mercato ferroviario. L’ad Moretti ha replicato che tali osservazioni si riferiscono a «una situazione superata» e che con la sua gestione i conti sono in miglioramento. Ieri il ministero dell’Economia ha fatto sapere che a Fs e ad Anas sarà garantito un miliardo per finanziare le opere più importanti. Servono anche quelli a una società che in tre anni ha speso 15 milioni in buonuscite per i manager.