«La lira ci costerebbe 80 miliardi di euro»

Il ritorno alla lira costerebbe «circa 70-80 miliardi di euro» in termini di tassi di interesse in più che si dovrebbero pagare sul debito. A fare i conti è il ministro dell'Economia, Domenico Siniscalco, commentando la proposta del Carroccio di un referendum per abbandonare l'euro. «Il ritorno alla lira - dice il ministro - non ha senso. Prima dell'euro i nostri tassi di interesse erano il doppio degli altri Paesi. Se oggi applicassimo quel differenziale pagheremmo 70-80 miliardi di euro in più, una cifra incommensurabile». E sulla procedura d’infrazione aperta dalla Ue nei confronti del nostro Paese per lo sforamento del rapporto deficit/Pil, il più celebre economista francese, Jean-Paul Fitoussi, afferma: «Punire l’Italia sarebbe un segnale negativo».