L'ira di Silvio: "Io perseguitato come nella Germania comunista"

Accontonata la linea morbida uscita dall'ufficio di presidenza del Pdl. Il premier convoca i suoi <strong><a href="/interni/domani_piazza_contro_pm/politica-governo-berlusconi-giustizia-pdl-manifestazione-ruby_gate-golpe_giudiziario-milano-tribunale/10-02-2011/articolo-id=505094-page=0-comments=1" target="_blank">davanti alla procura per una manifestazione contro i pm</a></strong> della procura di Milano. Poi, in un'intervista al Foglio, attacca a tutto campo: &quot;Pm, giornali e talk show si muovono insieme per trasformare in scandalo inchieste farsesche&quot;. E alle toghe manda i dire: &quot;E' un golpe morale, non è un mio sfogo&quot;. Quindi rilancia l'immunità parlamentare. Bersani: &quot;Parole eversive&quot;

Roma - Berlusconi scatenato al contrattacco. "Dalle cronache di questi giorni si capisce che i pubblici ministeri e i giornali o i talk show della lobby antiberlusconiana, che trascina con sé un’opposizione senza identità propria, si muovono di concerto: si passano le carte, non si comprende in base a quale norma, come nell’inchiesta inaccettabile di Napoli; oppure, come è avvenuto a Milano, scelgono insieme i tempi e i modi per trasformare in scandalo internazionale inchieste farsesche e degne della caccia spionistica alle 'Vite degli altri' che si faceva nella Germania comunista". Così si è espresso il premier in un'anticipazione dell’intervista a Il Foglio in edicola domani. Lo scopo? "Lo hanno scritto su tutti i giornali - sottolinea Berlusconi - il professor Zagrebelsky, la signora Spinelli, il professor Asor Rosa e tanti altri: bisogna liberarsi di Berlusconi evitando il voto degli italiani, tutti rincretiniti secondo queste èlite boriose e antidemocratiche, e ci vuole dunque una iniziativa, cito letteralmente, 'extraparlamentare' che punti sull’emergenza morale per distruggere la sovranità politica che il popolo italiano non è degno di esercitare".

Il golpe "Stavolta c’è una coscienza pubblica diffusa dell’intollerabilità costituzionale e civile di un siffatto modo di procedere, il famoso golpe bianco, anche perché abbiamo un presidente che è un galantuomo, e allora ricorrono a quello che lei, caro direttore, ha chiamato 'golpe morale'. È per questo che nel documento del Popolo della Libertà si parla di eversione politica. È un giudizio tecnico, non uno sfogo irresponsabile". È un altro passaggio dell’intervista.

Il giudice ultimo "Non ce la faranno, però, intanto perché c’è un giudice a Berlino, e io ho fiducia di trovarlo, e poi perché in una democrazia il giudice di ultima istanza, quando si tratta di decidere chi governa, è il popolo elettore e con esso il Parlamento, che sono i soli titolari della sovranità politica". Così il premier a proposito di quelle che definisce inchieste "eversive" contro di lui.

Il peccato "Chi, come voi dite, predica una Repubblica della virtù, con toni puritani e giacobini, ha in mente una democrazia autoritaria, il contrario di un sistema fondato sulla libertà, sulla tolleranza, su una vera coscienza morale pubblica e privata. Io, qualche volta, sono come tutti anche un peccatore, ma la giustizia moraleggiante che viene agitata contro di me è fatta per 'andare oltre' me, come ha detto il professor Zagrebelsky al Palasharp" continua Berlusconi. "È fatta per mandare al potere attraverso un uso antigiuridico del diritto e della legalità, l’idea di cultura, di civiltà e di vita, di una elite che si crede senza peccato, il che è semplicemente scandaloso, è illiberalità allo stato puro".

L'articolo 68 "I padri costituenti avevano stabilito saggiamente che prima di procedere contro un parlamentare si dovesse essere certi, attraverso un voto della sua Camera di appartenenza, che si era liberi dal sospetto di accanimento o persecuzione politica. Era un filtro tra i poteri autonomi dell’ordine giudiziario e la sovranità e autonomia della politica".

Bersani: "Parole eversive" "Da Berlusconi parole eversive, ci stiamo avvicinando rapidamente alla soglia di guardia. Se nella maggioranza c’è qualcuno che ha a cuore le sorti del paese dica qualcosa". Così il leader Pd Pier Luigi Bersani reagisce agli ultimi attacchi del premier. "È dovere delle opposizioni - aggiunge Bersani - rinserrare le fila e costruire un’iniziativa nuova e unitaria".