L'Iran dichiara "guerra" alle arance israeliane

Arance Jaffa, con l'etichetta "Dolce Israele" sono infatti arrivate sul
mercato della Repubblica islamica. Ahmadinejad ha ordinato un'inchiesta e ha promesso un "dura risposta". Importate come "cinesi"

Teheran - L'Iran, che considera Israele il peggior nemico e si dice sempre pronto a respingere un eventuale attacco dello Stato ebraico, è  vittima in questi giorni di una piccola invasione israeliana, almeno sul fronte alimentare. Arance Jaffa, con l'etichetta 'Dolce Israele' sono infatti arrivate sul mercato della Repubblica islamica, provocando reazioni di sorpresa sulla stampa di Teheran.

Il presidente Mahmud Ahmadinejad, che più volte ha auspicato la cancellazione di Israele dalle carte geografiche, ha ordinato un'inchiesta sull' accaduto e ha promesso "una dura risposta" delle autorità, riferisce oggi il sito Internet Tabnak. Ma la stampa riformista suggerisce che l'importazione dei frutti 'avvelenati', apparentemente chiusi in grandi confezioni che figuravano come provenienti dalla Cina, deve essere stata opera di qualche potente commerciante con protezioni in alto loco.

"Le importazioni - scrive il quotidiano Etemad Melli - sono monopolio di pochi imprenditori: non più di cinque-dieci per le automobili, due-tre per i cellulari e altrettanti per la frutta. E mentre alla preghiera del venerdì i fedeli gridano 'Morte a Israele', in certi magazzini di Teheran qualcuno cambia le scritte sulle confezioni israeliane per farle sembrare cinesi". Il ministero del Commercio, chiamato in causa, afferma di non saperne nulla, e quindi di non aver concesso alcuna autorizzazione alle importazioni. "Se potete portarmi una prova che siamo coinvolti, vi darò un premio", ha detto con aria di sfida a qualche giornalista che lo interrogava in proposito il vice ministro Mofatteh. E intanto Tabnak afferma di sapere anche chi è il commerciante responsabile della transazione, ma non ne fornisce il nome, dicendo solo che "fino ad ora aveva importato solo banane".