L'Iran non rilascia la soldatessa inglese

Doveva essere liberata ma poi è saltato tutto: &quot;Atteggiamento scorretto da parte inglese&quot;, dice Larijani, segretario del Supremo consiglio di sicurezza nazionale. Londra mostra le foto dal satellite delle navi in acque irachene e <strong><a href="/a.pic1?ID=167325" target="_blank">congela tutti i rapporti con Teheran</a></strong>

Londra - Fiato sospeso nel Regno Unito. L'annunciata liberazione della donna soldato inglese è stata rinviata. "L'atteggiamento di Londra è una fuga in avanti. Invece di inviare una squadra tecnica per esaminare il problema, ha fatto rumore sui media, annunciato il congelamento delle relazioni e parlato del Consiglio di sicurezza. Ciò non risolve il problema. Fa un errore di calcolo", ha dichiarato Ali Larijani, segretario del Supremo consiglio di sicurezza nazionale e negoziatore capo per il programma nucleare iraniano. "Avevamo parlato dei preparativi per la liberazione della giovane britannica ma a causa di questo atteggiamento scorretto, è stata sospesa e non avrà luogo", ha aggiunto, intervenendo alla televisione nazionale.

Londra scandalizzata per le immagini dei soldati in tv L’Iran mostra alla tv le immagini di alcuni dei 15 marinai e marines arrestati venerdì scorso, e la tensione tra Londra e Teheran sale alle stelle. Nelle immagini Faye Turney, la donna che fa parte della pattuglia arrestata, appare con un velo islamico in testa e ammette - non si sa con quanta spontaneità - che lei e i suoi commilitoni hanno "ovviamente sconfinato" in acque iraniane.
Immediata e durissima la condanna di Londra, che definisce "completamente inaccettabili" le immagini mostrate dalla tv iraniana in lingua araba, ripete che i militari erano indubbiamente in acque irachene "e avevano diritto a esserci". Il Foreign Office chiede quindi l’immediato accesso delle autorità consolari britanniche ai 15 "come preludio al loro rilascio".

Nelle sue dichiarazioni in video Faye dice di essere stata trattata bene e che gli iraniani sono stati "gentili e comprensivi". Nelle immagini appare anche una lettera che la donna, 26 anni, madre di famiglia, e moglie di un altro militare della Royal Navy, ha scritto alla famiglia e che è stata diffusa dall’ambasciata d’Iran a Londra: in essa racconta la vicenda e dice che l’unità britannica aveva "apparentemente sconfinato" in acque iraniane. "Mi danno tre pasti al giorno e ho liquidi in abbondanza. La gente - scrive la Turney - è gentile e ospitale, molto calorosa. Ho scritto una lettera al popolo iraniano per chiedere scusa perché siamo entrati nelle loro acque. Per favore non preoccupatevi per me, sono forte. Spero che non ci vorrà molto prima che io torni a casa a preparare il compleanno di Molly (la figlia di tre anni ndr) con un regalo da parte degli iraniani".

Nel pomeriggio, il ministro degli Esteri iraniano Manucher Mottaki aveva confermato che Faye potrebbe essere liberata "molto presto". Una brevissima schiarita, vanificata dalle immagini della tv, in una giornata in cui prosegue il braccio di ferro tra Londra e Teheran: secondo la Gran Bretagna, dati Gps dimostrano in modo incontrovertibile come i quindici marinai e marines della Royal Navy fossero venerdì mattina ben all’interno delle acque territoriali irachene.

Ma Teheran non arretra e ripete: i 15 sono stati catturati mentre si trovavano mezzo chilometro all’interno delle acque territoriali iraniane. Lo ha ribadito l’ambasciata iraniana a Londra aggiungendo che "i governi dell’Iran e della Gran Bretagna hanno la capacità di risolvere l’incidente attraverso contatti e cooperazione".