L'Iran: "Il prezzo del greggio deve aumentare"

Il ministro del Petrolio Nozari chiede che l'Opec riveda al rialzio il prezzo che ora è di 50 dollari al barile: "Se vogliamo ancora
essere in grado di sviluppare i nostri giacimenti di idrocarburi, deve oscillare tra i 75 e gli 80 dollari"

Teheran - Mentre il presidente Ahmadinejad è nell'occhio del ciclone dopo gli attacchi contro Israele lanciati alla conferenza Onu sul raazzismo a Ginevra, il ministro del Petrolio iraniano apre un altro fronte, questa volta sul piano economico. "Se vogliamo ancora essere in grado di sviluppare i nostri giacimenti di idrocarburi, il prezzo del barile di petrolio deve oscillare tra i 75 e gli 80 dollari", ha dichiarato Gholam-Hossein Nozari in un’intervista all’emittente al-Alam, nella quale spiega che il governo di Teheran non può accettare che il barile venga prezzato sui mercati internazionali a 50 dollari, come è invece avvenuto nelle ultime settimane, perché ciò significa una riduzione sostanziosa del budget a disposizione del governo.

Nozari, nel corso dell’intervista, ha affermato che i tagli decisi dai membri dell’Opec non sono efficaci e ha auspicato un’azione coordinata per far salire il costo del barile a 60 dollari nel terzo trimestre del 2009. Il ministro, riporta l’emittente, ha ammesso che l’economia iraniana potrebbe subire un pesante deficit se il prezzo del barile di petrolio dovesse confermarsi nei prossimi mesi ai livelli attuali. Nozari, infine, non si è sbilanciato riguardo a un ulteriore taglio della produzione, annunciato dall’Iran nei giorni scorsi, dichiarando che "dobbiamo valutare questo problema in base alla situazione dei mercati e della domanda globale e poi dedidere se procedere a un’ulteriore riduzione".