L'Iran stronca Obama: si scusi per i crimini Usa

Il presidente Ahmadinejad invita la Casa Bianca a far rientrare i soldati dispiegati all'estero: &quot;Mettete fine alle politiche espansionistiche. Solo così ci sarà un vero cambiamento&quot;. Poi incalza: &quot;Si penta di 60 anni di ingerenza&quot;. Intanto <strong><a href="/a.pic1?ID=324432">tra Washington e Mosca è disgelo sui missili</a></strong><br />

Teheran - Mahmoud Ahmadinejad ha chiesto cambiamenti "fondamentali" alla nuova Amministrazione di Barack Obama. "Quando loro dicono che vogliono fare cambiamenti, i cambiamenti avvengono in due modi - ha affermato il presidente iraniano - il primo è fondamentale ed effettivo. Il secondo è un cambiamento di tattiche".

Scuse per i crimini Usa Ahmadinejad ha chiesto oggi al presidente americano Barack Obama di scusarsi per i "crimini" commessi, a suo giudizio, dagli Stati Uniti contro l’Iran: "Vi siete schierati contro il popolo iraniano negli ultimi sessant’anni". "Quelli che parlano di cambiamento devono presentare le scuse al popolo iraniano e provare a rimediare agli atti malvagi e ai crimini compiuti in passato contro l’Iran", ha aggiunto il presidente iraniano, in un discorso trasmesso in televisione. Ahmadinejad ha, quindi, elencato una serie di atti compiuti dagli Usa contro Teheran: dal golpe del 1953 con cui fu rovesciato il premier di allora Mohammed Mossadegh che aveva nazionalizzato l’industria petrolifera al sostegno dopo la rivoluzione del 1979 di "gruppi terroristi" oppositori del regime religioso, fino all'aver "incoraggiato Saddam Hussein ad attaccare l’Iran".

Il ritiro delle truppe Ahmadinejad ha, quindi, invita il presidente americano a ritirare le truppe dispiegate all’estero, poiché a suo dire solo così ci sarà un vero cambiamento nella politica americana. "Se parlate di cambiamento, bisogna mettere fine alla presenza militare americana nel mondo, dovete ritirare le truppe e restare all’interno delle vostre frontiere", ha detto Ahmadinejad chiedendo a Obama di "non intromettersi più negli affari interni degli altri popoli" e di "mettere fine al sostegno ai sionisti senza radici".