La lirica a Caracalla parte col vento in poppa

Per la «Turandot» il regista Brokhaus ha immaginato una festa di paese nell’Italia degli anni Venti

Pietro Acquafredda

Il bollettino della vittoria di «Roma e Caracalla» stilato dal sindaco Veltroni, prima, e dal sovrintendente dell’Opera, Ernani, poi - per Roma si prevede un aumento di presenze turistiche, quest’estate, di circa il 10%: un dato unico in Europa, che sta a confermare che la cultura è «la struttura portante ed una grande ricchezza di questa città»; e Caracalla, secondo Ernani, risponde concretamente con la sua offerta di «qualità ma popolare» al grande flusso turistico romano: l’anno scorso oltre 50mila spettatori, quest’anno si prepara a superare tale cifra, per l’accresciuto numero delle recite (22, in 29 giorni) e per l’aumentata capienza della platea (2700 posti) - intendeva neutralizzare l’offensivo giudizio nei confronti dell’Opera, emesso l’altro ieri da un improvvido Daniele Abbado, regista, figlio del più noto Claudio, impegnato a Roma nel Così fan tutte mozartiano all’Auditorium.
Due spettacoli su quattro sono novità assolute. Innanzitutto il balletto inaugurale, La vestale, dal 24 al 30 giugno - cinque repliche. Ripreso da Beppe Menegatti, ripropone il «gran ballo drammatico» ottocentesco su libretto del grande Salvatore Viganò, rappresentato alla Scala prima che vi giungesse l’omonima opera di Spontini, su musiche di Beethoven, Rossini, e dello stesso Spontini. Nel ruolo della «Gran vestale» Carla Fracci, che, commossa, ha ricordato di aver danzato nell'opera spontiniana alla Scala, regista Visconti, Maria Callas nel ruolo del titolo.
Turandot, opera amatissima, è la seconda novità per via della regia, e giungerà a chiusura della stagione estiva di Caracalla: debutto sabato 29 luglio, repliche fino al 9 agosto. Hennings Brokhaus, regista dell’opera, ha immaginato una festa di paese, nell’Italia degli anni Venti, che ora dopo ora si trasforma in una festa «cinese». «Voglio mostrare - ha detto il regista - come si crea la favola di Turandot, nel cui intreccio, per alcuni personaggi (ad esempio: Ping, Pong, Pang) Puccini potrebbe essersi ispirato ad alcuni suoi concittadini, dal farmacista al libraio. La scelta degli anni Venti è sembrata d’obbligo: sono gli anni in cui il musicista scrisse il suo estremo capolavoro che non poté terminare per il cancro alla gola che lo condusse alla morte. La festa «cinese» si conclude con la morte di Liù, dove esattamente termina la musica scritta da Puccini; la conclusione dell’opera che, come si sa, reca la firma di Franco Alfano, ci riporterà alla festa paesana, con cui la Turandot si era aperta». Spettacolo scenico ideato da Ezio Toffolutti. Direttore Alain Lombard. Interpeti principali: Giovanna Casella/ Gabriele Maria Ronge; Marcello Giordani/ Carlo Ventre; Anna Laura Longo/Cristina Barbieri.
Per la sempre amata Aida, l’opera in assoluto più rappresentata a Caracalla (l’anno prossimo saranno giusto settant’anni dalla prima Aida a Caracalla, che è del 1937), si tratta di un felice ritorno. Torna lo spettacolo dello scorso anno che per la prima volta introduceva alle Terme romane una scenografia «virtuale» realizzata, ad opera di Paolo Micciché, con immagini proiettate sullo sfondo monumentale delle terme, con un effetto di sorprendente efficacia che mise d’accordo pubblico e critica. La prima di Aida è prevista per martedì 18 luglio; repliche fino a venerdì 4 agosto. Direttore ancora Lombard; interpreti principali: Olga Romanko (Aida), Franco Farina/ Nicola Martinucci (Radames), e Ildiko komlosi/Maria Carola (Amneris).
Per finire, Madama Butterfly, quarto ed ultimo titolo, ripreso tale e quale dalla passata stagione. Firmato da Enzo Giacchieri, lo spettacolo si segnalò per la sua leggerezza e compostezza. Direttore Donato Renzetti. Interpreti principali: Isabelle Kabatu e Roberto Aronica. Dall’8 luglio al 12 luglio.
Terme di Caracalla. Stagione estiva. Dal 24 giugno al 9 agosto. Biglietti da 25 a 110 euro (poltronissime). Informazioni: 06.48.17.517