A Lisbona l’Inter cresce ma non fa gol

da Lisbona

Zero a zero, due pali e qualche lieve progresso rispetto a Maiorca dove però aveva vinto: questa in sintesi l’amichevole dell’Inter per celebrare i cent’anni dello Sporting. Mancini ha proposto il ritorno alla difesa a quattro con Grosso in linea con Samuel, Materazzi e Maicon, e poi Stankovic e Figo sulle fasce, Cambiasso e Vieira in mezzo, Crespo e Ibrahimovic davanti. Ma l’unico segnale vero di Mancini al gruppo è stato giocare in dieci per circa mezz’ora con due punte davanti che il tecnico ha volutamente lasciato dopo l’espulsione un po’ eccessiva di Marco Materazzi al 17’ del st.
L’Inter meglio nel primo tempo, squadra più brillante, anche se tiri in porta non se ne sono visti, l’unica grande occasione è capitata a Crespo, su azione non limpida in area, quando l’argentino ha colpito in girata il palo di destra di Ricardo. Molto tonico Vieira che ha corso e picchiato molto, ancora imballato Stankovic, Cambiasso non al meglio ma sempre prezioso, per Figo discorso a parte. Il portoghese è stato accolto come un figlio da uno stadio colmo e tutto per lui. Un ritorno commovente con tanto di medaglia d’oro a ricordo di quando era solo una speranza all’Estadio Josè Alvalade XXI. Commosso Figo ha parlato ai suoi vecchi e nuovi tifosi con il cuore in tumulto, emozionatissimo. In campo gli avversari gli stavano larghi e lui non ha mai forzato.
Nella seconda parte spazio a Recoba, Cesar, Cordoba, Dacourt, Zanetti, Solari e Adriano, dato in lite con Mancini, ipotesi che ha avvalorato nuovamente le trattative con il Manchester United, cessione che porterebbe a un’ennesima rivoluzione dell’attacco dell’Inter. Con l’eventualità di un clamoroso ritorno di Ronaldo che torna viva. Nel finale una traversa di Recoba su punizione da trenta metri e Solari che in area per due volte nella medesima azione, sbaglia la rete della vittoria.