Lissner: non lo vogliamo più È uno strappo irrimediabile

Il sovrintendente non accoglie l’offerta di tornare. E valuta eventuali azioni legali

da Milano

Lui vorrebbe tornare vincitor. Ma la Scala non ci sta. E rifiuta di ricucire lo strappo. Troppo clamoroso, troppo forte, troppo duro per la storia del teatro. E così all’offerta di Alagna di tornare a cantare giovedì, formulata ieri pomeriggio, il sovrintendente alla Scala, Stéphane Lissner, risponde in un comunicato: «Sono venuto a conoscenza della richiesta di Roberto Alagna di rientrare alla Scala per le prossime recite. Purtroppo il suo comportamento, domenica sera, ha provocato uno strappo definitivo fra l'artista e il pubblico, che la Scala non ha alcuna possibilità di ricucire». Per la terza rappresentazione di Aida, in programma stasera, Roberto Alagna sarà sostituito nel ruolo di Radames, da Walter Fraccaro. A renderlo noto ieri mattina è stato lo stesso Lissner in una conferenza stampa in cui ha anche commentato quanto accaduto l’altra sera alla Scala con l’abbandono di Alagna dopo pochi minuti dall’inizio della seconda rappresentazione di Aida.
«Ciò che è successo domenica - ha detto - è molto increscioso, poiché vi è stata una evidente mancanza di rispetto nei confronti del pubblico e del teatro. Rispetto che deve ispirare il comportamento di tutti». «Un teatro d'opera è il luogo in cui si celebra lo spettacolo dal vivo - ha spiegato Lissner - . Da secoli gli artisti difendono e rendono possibile l'espressione dello spettacolo che prende vita davanti a noi. Ho sempre sostenuto che gli artisti devono essere al centro del progetto teatrale e siamo qui per sostenerli, per garantire loro le migliori condizioni nel compiere il loro lavoro».
A quanto si è appreso la Scala sta valutando anche eventuali provvedimenti o azioni risarcitorie nei confronti del tenore che ha abbandonato l'opera.