«Per Lissner sono insostituibile, ma non mi cerca»

Il maestro: «I direttori d’orchestra a rotazione non appartengono alla tradizione della Scala»

da Roma

«No, non parlerei di ferita aperta: è un termine improprio. È stata comunque una grandissima delusione. Ci sono state tante pressioni politico-sindacali che hanno finito per confondere le acque e nascondere tutto quello di buono che era stato fatto in precedenza sul piano della qualità e dell'estrema serietà del lavoro svolto». A quattro mesi dal suo «divorzio» dalla Scala, il maestro Riccardo Muti, per 19 anni direttore musicale del teatro milanese, parla delle sue dimissioni in una intervista pubblicata ieri dal Quotidiano Nazionale.
A proposito della mozione a lui contraria votata da alcuni professori d'orchestra Muti spiega: «Tanti di coloro che hanno firmato quella mozione mi hanno poi scritto per scusarsi: erano stati costretti a prendere posizione sotto la pressione delle lobby politico-sindacali. E, poi, a votare quell'ordine del giorno erano stati soprattutto i lavoratori che non facevano parte dell'orchestra».
«Mi sono reso conto che la Scala stava precipitando nell'anarchia per l'incapacità gestionale dei suoi amministratori e ho lanciato l'allarme - continua il direttore d'orchestra - Come risposta, mi hanno subissato di critiche. Si stava e si sta disperdendo un patrimonio artistico e culturale, un fiore all'occhiello dell'Italia. Come potevo far finta di nulla? Il mio errore, semmai, è di essermi accorto troppo tardi di questa situazione di progressivo declino».
Secondo Muti, infine, «il grottesco di tutta la vicenda è che il nuovo sovrintendente Stephane Lissner sta ora dicendo le stesse cose sulla drammatica situazione della Scala che ho denunciato. Non voglio adesso addentrarmi sulle responsabilità politiche della città di Milano o su quelle sindacali, ma qualcuno dovrà pur pagare per avere contribuito a creare questo disastro senza fare minimamente nulla per invertire la rotta» conclude l'ex direttore musicale della Scala. Lissner ha anche sostenuto che Muti è insostituibile e che quindi d'ora in poi ci saranno a turno tanti direttori d'orchestra alla Scala. «Se fossi stato davvero insostituibile, non capisco perché il nuovo sovrintendente non mi abbia poi cercato».
Infine il maestro parla della necessità di «un grande sforzo di comprensione» nei confronti dell'Islam per avviare un dialogo con le sue forze moderate. Per Muti, reduce da un concerto in Tunisia con il Ravenna Festival, la musica può essere di grande aiuto.