La lista civica di Ferrante non piace alla Margherita

Dario Fo al quarantadue per cento, Letizia Moratti al ventinove. Le previsioni fantapolitiche sono di un sondaggio effettuato dall’istituto Piepoli per L’Espresso, che immagina uno scontro impossibile dai risultati impossibili tra lo sfidante di Bruno Ferrante alle primarie del centrosinistra e la candidata in pectore della Casa delle libertà: secondo la ricerca, Moratti sarebbe sconfitta da Ferrante addirittura con un ventisei a quarantatré. E i voti dei partiti? La Casa delle libertà a Milano è oltre il 50 per cento, il voto disgiunto (cioè per un candidato diverso dalla coalizione) non ha mai superato il 5-6 per cento. Inutile dire che i conti non tornano neanche un po’.
Nella politica vera, invece, il candidato Bruno Ferrante comincia a creare problemi anche ai partiti dell’Unione e in particolare alla Margherita, paradossalmente il partito che lo ha più sponsorizzato. Ferrante presenterà una sua lista civica che rischia di rubare voti proprio al partito di Rutelli e, inoltre, i Ds non sembrano intenzionati a presentarsi con una lista dell’Ulivo. Al contrario, puntano su una conta elettorale che elimini alla radice la contesa su chi sia il partito più forte in caso di vittoria (e quindi quello a cui toccano incarichi pesanti come quello di vicesindaco).
Franco Mirabelli, coordinatore provinciale dei Ds, esclude una lista unitaria Ds-Margherita solo per Milano: «Se ci sarà una lista unitaria alle amministrative in tutte le grandi città e cioè Napoli, Torino e la Sicilia va bene. Altrimenti rischia di essere un pasticcio che la gente non capisce». Un se che sembra solo un modo garbato per dire no.