«Lista civica, si deciderà con i partiti»

«De Corato vice? Sceglierà lui. Ma è anche possibile che il numero due sia della Lega»

Sabrina Cottone

Sarà Letizia Moratti l’ospite d’onore di An domani al Teatro Nuovo, per la tradizionale manifestazione natalizia organizzata dal presidente dei deputati, Ignazio La Russa: «Siamo felicissimi che sia il primo appuntamento di partito a cui partecipa da candidata. Sono un suo fan della prima ora». E oggi La Russa annuncerà le primarie delle idee di An: «Ci piacerebbe farle il 29 gennaio, nel giorno delle primarie del centrosinistra».
Pensa a un suo impegno diretto nella politica milanese? Si arriverà a una disfida tra lei e De Corato per il ruolo di vicesindaco?
«La mia vocazione è la politica nazionale e non quella amministrativa, anche se ho intenzione di dedicarmi alla politica milanese. D’altra parte escludere la possibilità di essere vicesindaco sarebbe una forma di snobismo... Dico solo che non c’è bisogno di me, An ha in Riccardo De Corato il massimo esperto di amministrazione».
Vuol dire che secondo lei De Corato è il candidato naturale a vicesindaco?
«Dico che la prima opinione che conta è quella di De Corato: toccherà a lui dire se vuol fare il sottosegretario, continuare a fare il vicesindaco o decidere altro ancora. In ogni caso nulla è deciso: An ha l’obiettivo di confermare il vicesindaco ma a decidere saranno gli elettori ed è possibile anche che il numero due della giunta sia della Lega».
Esclude Forza Italia?
«Non escludo nulla. L’invito che rivolgo a Forza Italia è a mostrare lo stesso spirito dei primi cinque anni della giunta Albertini, quando il livello degli assessori era molto alto, senza per questo voler offendere gli attuali. Secondo me sarebbe bene avere in giunta Maurizio Lupi o Luigi Casero. Forse questa volta c’erano troppi tecnici».
La Moratti ha già annunciato la sua lista civica. Non temete che rubi voti ai partiti?
«I sondaggi dicono che rischia di portar via più voti a An che ad altri, ma se serve a vincere si può fare. Sarebbe sbagliato se diventasse una dépendance dei partiti: non accetterei mai che ci entrasse un consigliere comunale di An. Anzi, anche An aprirà la sua lista alla società civile. Quanto all’idea di mettere il nome della Moratti in tutti i simboli dei partiti, non abbiamo ancora preso alcuna decisione».
Chiede qualche impegno particolare nella scelta dei candidati della lista civica?
«La Moratti ci ha chiesto di conoscere prima i nomi dei candidati di partito nelle liste e allo stesso modo noi vogliamo vedere i suoi nomi e approvarli. Se per esempio volesse candidare Goggi, e lo dico perché credo che la possibilità non esista, noi saremmo contrari. Uno dei punti in cui vogliamo discontinuità con la giunta Albertini è il traffico, voce insufficiente».
Milano ’06 è in una posizione attendista. Come vedrebbe un eventuale ingresso di Salvatore Carrubba nella squadra?
«Non credo che la Moratti proporrà nomi che sono entrati e usciti dalla coalizione. E, nonostante abbia stima nell’ex assessore alla Cultura, non credo sia sua intenzione tornare indietro».
La Moratti dovrà sfidare Bruno Ferrante, l’ex prefetto ritenuto vicino a An e alla Casa delle libertà. Ha ammortizzato lo choc?
«Ferrante non è ancora il candidato perché il centrosinistra deve ancora scegliere il suo candidato. Credo che Ferrante si muova in un quadro molto diverso da quello che immaginava: certo non si aspettava un contesto in cui tutti alzavano i pugnali contro di lui, da Fo a Milly Moratti a Corritore. Immagino che sia in difficoltà e anche in grave difficoltà...».
Pensa che possa ritirarsi?
«Se decide di confermare la sua candidatura, spero che lo faccia solo perché è convinto e non perché pensa che alea iacta est e non può più tornare indietro».