«La lista della Dc? Alla Moratti piace a La Russa meno»

Ministro Gianfranco Rotondi, anche voi democristiani presenterete una vostra lista a Milano.
«Stiamo valutando».
Valutiamo.
«Facendo le debite proporzioni, tra i fondatori del Pdl con Fini e Berlusconi ci siamo anche noi, Giovanardi e Caldoro».
E quindi?
«Nei patti costitutivi si parla di nostri candidati nelle liste del Pdl. A meno di una richiesta di liste di supporto con i simboli Dc o Psi».
A Milano conviene?
«Letizia Moratti mi ha detto che sarebbe felice di una lista democratico cristiana».
Quindi ci sarà.
«Un illustre ministro milanese come Ignazio La Russa preferisce l’unità del Pdl».
E quindi?
«Aspettiamo un’indicazione. Sperando sia univoca».
Disciplina democristiana.
«Sono ministro nel governo Berlusconi. E anche un deputato milanese di lungo corso alla quarta legislatura».
Non sfugga, lei cosa preferirebbe?
«Il consiglio di Andreotti: un servizio lo si rende, non lo si impone».
Della Moratti cosa pensa?
«L’ho molto apprezzata come presidente Rai e come ministro. Credevo Palazzo Marino una ribalta difficile e, invece, mi devo ricredere. Ha fatto passi avanti, ha acquisito una scioltezza politica che prima non aveva».
I sondaggi della Ghisleri dicono che vince al primo turno.
«Dobbiamo vincere al primo turno. Sia a Milano che a Napoli, sono il core business del berlusconismo».
A Milano c’è anche Nicole Minetti, voi cattolici come la mettete?
«Il cattolico ha un motivo in più per essere garantista, la consapevolezza della debolezza della condizione umana».
In tribunale ci sono giudici, non san Pietro.
«Per quanto risulta non c’è nulla di cui la signora debba vergognarsi. Per ora solo teoremi della stampa».
E Giuliano Pisapia, l’avvocato rosso anti Moratti?
«Onestamente è persona capace. Non va sottovalutato».
Le elezioni a Milano potrebbero essere il primo banco di prova per pesare i futuristi di Fini.
«Fini è più prossimo allo zero che alle due cifre. Milano questa piroetta non solo non la vota, ma nemmeno la capisce».
Pierferdinando Casini presenterà una lista contro la Moratti.
«Come Pulcinella nella celebre gag. Più che andare nel terzo polo ci è stato mandato da Fini e Berlusconi che non lo portarono nel Pdl. Si è inventato un altro repertorio».
Unità politica dei cattolici.
«Ci resto affezionato. Non c’è più la Dc e io non vedo dove se non nel centrodestra».
Il governo Berlusconi spingerà la Moratti o sarà una pietra al collo?
«Federalismo, Expo, lotta alle mafie, per allora un inizio di riforma fiscale. Tutti temi molto milanesi e risultati di una metà legislatura di Berlusconi».
Si sono visti i suoi manifesti in gio per Milano.
«Anche se non ci sono più le preferenze, un modo per dimostrare come tenga al rapporto con il territorio».
L’esame da democristiano l’ha superato. Ora dica almeno che pretendete un assessore in giunta.
«Ce l’abbiamo già ed è la Moratti. Il sindaco rappresenta tutti». Democristiano doc.