Lista Pdl rischia esclusione a Roma

L'addetto del Pdl ha presentato i faldoni con le firme entro le 12 senza i fogli con l'accettazione delle candidature per le Regionali. Bloccato dai rappresentanti delle altre liste: "E' troppo tardi". Ricorso Pdl all'ufficio elettorale

Roma - Non poteva finire peggio. L'ultimo giorno per la chiusura delle liste elettorali, in vista delle Regionali del prossimo mese, si chiude con un "colpo di scena". Per una irregolarità - ancora da dimostrare - la lista del Pdl per la provincia di Roma rischia l'esclusione. La consegna della documentazione non sarebbe avvenuta entro l'orario massimo previsto dalla legge. La denuncia è arrivata da alcuni rappresentanti di altre liste. Il rappresentante del Pdl, Alfredo Milioni, avrebbe tentato di consegnare parte della documentazione necessaria fuori tempo massimo. Ma l'interessato nega ogni addebito.

Ricorso del Pdl Il Pdl ha presentato ricorso all'Ufficio centrale circoscrizionale presso il Tribunale di Roma per sostenere la regolarità della procedura nella presentazione della sua lista elettorale per la provincia di Roma: il faldone delle firme sarebbe stato portato fisicamente vicino all'ufficio elettorale del Tribunale di Roma prima delle 12, quando scadeva la consegna. Milioni però si sarebbe allontanato portando con sé i fogli con l'accettazione delle candidature ma, al momento di rientrare, è stato bloccato dai rappresentanti di altre liste perché, sostengono questi, "erano ormai le 12:45".

Bloccato l'accesso Anche le forze dell'ordine hanno impedito a Milioni l'accesso all'ufficio. Il faldone con le firme della lista della Pdl è rimasto in corridoio mentre il resto della documentazione era in mano a Milioni.

Rush finale Con la presentazione delle liste elettorali, parte il rush finale della campagna per le Regionali. Delle 13 regioni che il 28 marzo andranno al voto, Berlusconi e Bersani sanno che la partita vera sarà in Piemonte, Liguria, Lazio, Campania e Puglia, dove i sondaggi danno coalizioni in bilico. Cinque regioni per dimostrare che "il governo del fare" è premiato dai cittadini, dice il premier, o che la maggioranza "non risolve i problemi", per Bersani.