Lista Pro life, Ferrara arruola Fazio

Il Pdl vuole nomi di provata affidabilità e guarda le presenze in aula

da Roma

Il là l’ha dato Walter Veltroni, lanciando come capolista del Pd al Nord Matteo Colaninno, figlio d’arte e capitano d’impresa. Per capirci, un volto noto, a prescindere da quello che sarà poi il suo impatto sull’area Ds del Partito democratico. Così è iniziata ufficialmente la corsa alle candidature da prima pagina, quelle destinate certamente a far rumore e poi, chissà, magari pure a raccattar voti. E farà discutere pure l’ingresso in politica di Antonio Fazio, ex governatore della Banca d’Italia passato alle cronache alla fine del 2005 per lo scandalo Antonveneta e poi rimasto in disparte per quasi due anni. Da ieri, infatti, è arruolato nella lista «pro life» di Giuliano Ferrara. Che racconta soddisfatto la «sollecitudine» con cui Fazio si è presentato firmare per la lista anti-aborto. «Inaspettato - fa sapere il direttore del Foglio - ma in un certo senso atteso e salutato da un affettuoso abbraccio». Se davvero l’ex governatore si candiderà - per la gioia, ovviamente, di Giulio Tremonti che da ministro dell’Economia non ebbe mai una parola di elogio nei suoi confronti - ancora non è dato sapere. Perché, dice sibillino Ferrara, «da esperto lettore di Tommaso d’Aquino e di Agostino, il governatore sa quel che ha fatto con slancio e generosità di spirito». «E - aggiunge - può candidarsi nelle nostre liste come e quando lo desidera».
Di certo, nella lista «Per la moratoria - Aborto? No, grazie» che dovrebbe presentarsi nel Lazio ci saranno sette donne nelle prime sette posizioni (capolista sarà Paola Marozzi Bonzi). Tra loro, anche Ilaria Occhini, figlia dello scrittore Barna Occhini e nipote di un altro scrittore, Giovanni Papini. Una «celebre attrice», ricorda Ferrara. La Occhini, infatti, ha recitato al fianco di Vittorio Gassman e Marcello Mastroianni e sotto la regia di Luchino Visconti, Vittorio De Sica e Franco Zeffirelli. Ottavo in lista, invece, sarà il direttore di Tempi Luigi Amicone, mentre Ferrara - che sta raccogliendo le firme davanti alla redazione del Foglio e che ieri ha scritto una lettera a Gianfranco Fini per rinunciare alla candidatura a sindaco di Roma vista la «mancata collaborazione di An» - sarà solo undicesimo.
Di volti noti potrebbero essercene anche nel Pdl. Dove in questo momento i due tavoli delle candidature di Forza Italia e An sono però impegnati a lavorare sulla pattuglia che andrà al Senato. Il rischio di una maggioranza non troppo solida, infatti, è concreto e sia Berlusconi che Fini non hanno intenzione di ritrovarsi a Palazzo Madama con senatori che non siano più che affidabili e (viste le maratone di questa legislatura) in forze. Non è un caso che tra gli sherpa azzurri (Bondi, Cicchitto, Schifani, Vito, Scajola e Gelmini) si stiano spulciando gli elenchi delle presenze per verificare quali sono i parlamentari più assidui alle sedute. E anche in base a quella classifica si deciderà chi presentare nelle liste del Senato. Tra le new entry note, potrebbero esserci l’ex presidente di Confindustria Antonio D’Amato, l’editorialista del Giornale Fiamma Nirenstein, l’attore Luca Barbareschi, da sempre vicino al centrodestra, e alcuni volti conosciuti della televisione. Certamente meno nota, ma pur sempre una nuova entrata, sarà Eugenia Roccella, portavoce del Family day. Con l’intesa tra l’Udc e la Rosa bianca di Baccini, Tabacci e Pezzotta ormai a un passo, infatti, le sue quotazioni si sono impennate tanto che il coordinatore azzurro Sandro Bondi l’altro ieri ha di fatto ufficializzato la candidatura. «Un nome - ha detto - di grandissimo spessore e concordato con gli amici di An». Non a caso, ieri mattina la Roccella si è presentata all’incontro a porte chiuse tra i think thank del centrodestra (Ircocervo, Magna Carta e Free) che stanno lavorando sul programma di governo.