Lista Storace: no alla pillola abortiva

Lista Storace all’attacco, alla Pisana, contro l’uso della Ru486, la pillola abortiva. Il capogruppo Fabio Desideri ha presentato una mozione urgente chiedendo, tra l’altro, l’introduzione di volontari nei consultori, un monitoraggio della loro attività e una verifica degli effetti dell’aborto farmacologico. Il documento vuole impegnare il presidente della Regione Piero Marrazzo e l’assessore alla Sanità Augusto Battaglia ad applicare e non modificare la legge 194 «attraverso un’analisi dell’attività dei consultori in modo che gli stessi operino non per favorire ma per prevenire gli aborti», oltre a provvedere a introdurre nei consultori «una presenza culturale pluralistica attraverso volontari aventi il compito di rafforzare il sostegno psicologico della donna per una procreazione consapevole, informandola sui diritti a lei spettanti». Si chiede inoltre di verificare che «l’aborto farmacologico sia meno invasivo di quello chirurgico, evitando che divenga un mero metodo contraccettivo e attuando un sistema di farmacovigilanza, in particolare in ordine a quei farmaci che necessitano di una più rigorosa procedura e autorizzazione all importazione in Italia, sulla base di idonee motivazioni di carattere tecnico e scientifico» e, ancora, di «garantire il rispetto delle previsioni legislative vigenti, secondo cui le Asl non possono avviare la sperimentazione della pillola Ru486 senza che il ministro alla Salute abbia proceduto alla registrazione del farmaco stesso».
Secondo Desideri la sperimentazione della pillola abortiva porta a «una gara crudele e ipocrita» che vede come capofila «le Regioni Piemonte, Liguria, Toscana e Umbria che si stanno trasformando, in nome di una malintesa laicità dello Stato, in avanguardie-vessilli della negazione del valore della vita».
Ma la posizione della Lista Storace viene sposata anche dall’azzurro Stefano De Lillo. «Il ruolo del Lazio nel dibattito sulla sperimentazione della Ru486 non è marginale o secondario - spiega il consigliere regionale di Forza Italia - ma centrale, perché è a partire da una struttura sanitaria del Lazio che si è riproposta, pochi giorni fa, la sperimentazione del farmaco. Per questo diamo una adesione convinta alla mozione presentata da Desideri». De Lillo è convinto che i tentativo per l’adozione della pillola abortiva sia un «vero attacco alla 194». «Con l’“aborto dolce” - spiega ancora l’esponente azzurro - si vogliono forzare i limiti della estrema necessità, rendendo accettabile nel pensiero collettivo la soppressione di una vita in quanto evento tecnicamente banale. Ma non c'è pillola che possa rendere dolce la perdita della maternità», un evento che peraltro proprio «l’assistenza psicologica e umana prevista dalla 194 - insiste De Lillo - anche grazie a volontari nei consultori mira invece a evitare». Insomma, «non è un caso - conclude il consigliere - che sia su fattori etico-psicologici come l’autodeterminazione della madre e su temi clinici o economici che si concentrano le giustificazioni a favore di Ru486 e dell’aborto in generale. Ci si rende infatti perfettamente conto che l’adozione di uno strumento estremo come l’omicidio rifugge alla natura umana, e deve quindi essere resa accettabile attraverso una adeguata propaganda e strumenti “dolci” per essere adottata. Proprio il contrario di quello che la stessa 194 prevede».