L'Istat: "E' povero il 13% degli italiani"

I dati restano praticamente identici agli anni passati: l'11,1 delle famiglie vivono in una situazione d'indigenza (con meno di 970 euro al mese). In totale 7,5 milioni di persone: il 65% vivono nel Mezzogiorno in famiglie numerose

Roma - La condizione di povertà nel nostro Paese si conferma sostanzialmente stabile. Si trova in questa condizione l’11,1% delle famiglie italiane, la stessa percentuale di un anno prima. Si tratta di 2 milioni 623 mila nuclei familiari, ossia 7.537.000 persone, pari al 12.9% della popolazione. Lo stima l’Istat che oggi ha presentato i dati sulla povertà relativa in Italia nel 2006. Anche nel 2005 la povertà stimata riguardava l’11,1% delle famiglie corrispondente al 13,1% degli italiani. L’Istat sottolinea che da quattro anni la povertà è "sostanzialmente stabile così come sono immutate le principali caratteristiche delle famiglie in condizioni di povertà". Il fenomeno resta per lo più diffuso nel Mezzogiorno (qui risiede il 65% delle famiglie povere), fra le famiglie numerose e dove vivono anziani.

Due milioni a rischio La soglia di povertà è fissata a 970,34 euro. Le famiglie composte da due persone che hanno una spesa media mensile pari o inferiore a questa soglia vengono classificate come povere. Per famiglie di ampiezza diversa Istat utilizza un valore di linea corretto con una scala di equivalenza che tiene conto delle economie di scala realizzabili all’aumentare dei componenti. Le famiglie poco sopra la soglia di povertà (con uno scostamento non superiore al 20%) sono in totale l’8,1%, circa due milioni. Nel Mezzogiorno risiede il 65% delle famiglie sotto la soglia di povertà, nel Centro e nel Nord vive circa il 35%, nonostante vi risieda il 68% delle famiglie italiane.